23/05/2013

Genoa, follia ultrà

Sullo 0-4 per il Siena, dura contestazione e gara sospesa per 45'. Giocatori 'costretti' a togliersi le maglie. Preziosi: "Ostaggio di 100 persone. Spero ci squalifichino il campo".

Genoa, follia ultrà

Sculli e gli ultras infuriati

GENOVA - Follia ultrà a Genova. Scene che fanno tornare in mente quelle di due anni fa, allo stesso stadio, per l'Italia-Serbia fermato dall'ultras Ivan 'il terribile' Bogdanov. Anche questa volta a Marassi l'hanno fatta da padroni gli ultrà, genoani e non serbi, fermando la partita per 45', lanciando in campo razzi e fumogeni e, soprattutto, 'costringendo' i calciatori della propria squadra a un'umiliazione pubblica, simbolica e surreale: togliersi le maglie, e adagiarle sul terreno di gioco.

"MAI PIU' DENTRO UNO STADIO". Si era sullo 0-4 per il Siena, la gara riprenderà terminando con il punteggio di 1-4. Con il Lecce ora a un solo punto e la vittoria, questa sì, di pochi facinorosi. "Vergogna", grida tre volte Petrucci, "mai più quelle persone dentro uno stadio". Mentre è polemica tra Questore e Preziosi su chi abbia ceduto alla richiesta degli ultras di far spogliare i giocatori delle maglie, e il presidente del Genoa si augura una lunga squalifica del campo per poter giocare in tranquillità, lontano da Genova.

LA CONTESTAZIONE. Tre gol subiti dal Siena nel primo tempo e uno a inizio ripresa hanno gettato il Genoa nel dramma sportivo e fatto scattare una contestazione dei tifosi di livello tale da ricordare quella di Italia-Serbia, con la partita sospesa per il lancio di fumogeni e bombe carta. Stesso stadio, stesso clima, quando gli ultras di Belgrado costrinsero l'arbitro ad annullare la gara minacciando l'invasione di campo. Oggi al Ferraris la gara è stata interrotta per 45' minuti, al 9' della ripresa, poi è ricominciata. Per "motivi di sicurezza" ha poi detto l'allenatore del Siena Sannino, spiegando che è stato chiesto di ricominciare per non fare salire ancora di più la tensione.

IL TRACOLLO DEL GRIFONE. Il Siena ha trascorso l'attesa negli spogliatoi, uscendo tra gli applausi, su richiesta delle forze dell'ordine, che avevano anche suggerito al Genoa di restare sul prato. La contestazione è esplosa poco dopo l'intervallo, 4' dopo il quarto gol del Siena, che nel primo tempo ne aveva fatti tre con una facilità disarmante. Doveva essere la partita della riscossa per il Genoa, doveva servire a fare punti per allontanare l'incubo della retrocessione. Invece il primo tempo è finito 0-3 per i gol di Brienza (2) e Destro. Al quarto, di Giorgi, i tifosi estremisti hanno prima iniziato a insultare l'allenatore rossoblù Malesani, poi i giocatori.

FUMOGENI E BOMBE CARTA. Poi la follia, la scelta di bloccare tutto, arrivata subito dopo l'entrata in campo di Kaladze al posto di Sculli. Un centinaio circa di estremisti si è spostato dalla 'Gradinata Nord', dietro la porta, fino al lato dei Distinti, dove c'è l'ingresso degli spogliatoi. Hanno cominciato a lanciare fumogeni e bombe carta, sono saliti sulle recinzioni, hanno minacciato un'invasione di campo. L'arbitro Tagliavento ha fermato la gara, i giocatori si sono radunati a centrocampo e sul Ferraris è calato un clima surreale. Molti tifosi del settore 'invaso' si sono allontanati impauriti, tra loro tante famiglie con ragazzini al seguito. Gli steward hanno cercato di controllare la situazione, ma non sono riusciti ad evitare l'invasione nei distinti. Quella in campo sì. 

"TOGLIETEVI LA MAGLIA". Dagli spalti hanno così cominciato a piovere in campo minacce e urla, fino alla richiesta di un'umiliazione pubblica dei giocatori: che si levassero la maglia, non erano degni di portarla. In molti hanno acconsentito. Inutile il tentativo di capitan Rossi che è andato a parlamentare con gli ultras, inutile il lungo faccia a faccia di Sculli con i tifosi. Inutili le urla di Frey, che si è però rifiutato di cedere alle richieste degli esagitati: "Questa maglia è mia. Mia!", ha detto battendosi la mano sul petto. A centrocampo le maglie sono state levate, appoggiate l'una sull'altra, messe in un mucchietto e prese in consegna da Rossi. Una scena umiliante per i giocatori, imbarazzante per il presidente Preziosi, a sua volta sceso sul terreno di gioco.

LA TRATTATIVA E LA RIPRESA. I responsabili delle forze dell'ordine hanno sconsigliato ai giocatori di prestarsi alle richieste dei "tifosi", la società avrebbe acconsentito. Dopo la lunga pausa e una trattativa Sculli-ultrà sotto gli occhi delle telecamere, la partita è ripresa. La notizia del provvisorio vantaggio della Lazio sul Lecce ha un po' rasserenato il clima, ma si è giocata una gara ormai surreale.

LO SPETTRO DELLA SERIE B. Il Siena si è accontentato del largo vantaggio e ha pensato a difendersi. Ha anche subito un autogol su cross di Palacio. Il Genoa ha giochicchiato per arrivare in qualche modo alla fine. Il Lecce nel frattempo ha pareggiato incrinando la già delicata posizione dei rossoblà. Ora la B è lì a un punto. Ma la follia ultrà ha comunque vinto.

SU MAGLIE E' POLEMICA TRA QUESTURA E PREZIOSI. Strascico polemico tra Questura di Genova e il presidente Preziosi. Il questore Mazza ha riferito che, con il presidente Preziosi presente sul terreno di gioco, è stata la società Genoa a cedere alle richieste dei 'tifosi' per quanto riguarda la maglia. "Il mio vicario, che era in campo, ha fortemente sconsigliato ai giocatori di togliersi le maglie. E' stata la società a dare il suo consenso, a premere per questo. Ma i giocatori non avrebbero mai dovuto consegnare le maglie. E' stata una decisione della società. Mai fare un gesto così". Preziosi in serata attraverso un comunicato ha dichiarato di "non aver fornito alcuna indicazione ai propri giocatori di togliersi le maglie di gioco".

MALESANI VERSO ADDIO.
Il Genoa sta per cambiare allenatore: via Alberto Malesani, intorno al quale ci sono voci di dimissioni, e al suo posto Gigi De Canio. Non ci sono conferme ufficiali da parte della società ma neppure smentite sulla indiscrezione. De Canio potrebbe guidare il primo allenamento già lunedì.

ABETE: "VIOLENZA INACCETTABILE".
"Un clima di violenza inaccettabile che non è assolutamente tollerabile. Queste persone - ha detto il presidente Figc Giancarlo Abete - non hanno nulla a che fare con i tifosi e sono l'immagine peggiore per il calcio. Ha fatto benissimo Sculli a non togliersi la maglia: non bisogna darla vinta a queste persone. Le norme e le immagini ci sono, ora mi auguro che non entrino mai più in uno stadio".

PREZIOSI: "SPERO IN SQUALIFICA DEL CAMPO".
"Spero a questo punto che ci venga squalificato il campo ed andremo così a giocare fuori in maniera più serena. Non si può compromettere in questo modo l'esito di un campionato e non va bene nemmeno nei confronti di quei tifosi che vanno allo stadio in maniera serena per vedersi la partita. I tifosi devono capire che i loro comportamenti possono incidere sul campionato. Potevamo prendere una penalizzazione se non si fosse terminata la partita e la nostra classifica non ce lo permette. Dispiace che 60, 100 persone hanno l'impunità di dire e fare quello che gli pare senza che si possano controllare e mandare a casa. Non è possibile che si impadroniscano dello stadio e impongano la loro legge".

DASPO IN ARRIVO. Verifica di tutte le immagini video registrate dalle telecamere di sicurezza, analisi delle centinaia di fotografie scattate allo stadio Marassi, identificazione dei responsabili degli episodi di violenza avvenuti durante Genoa-Siena, segnalazione di reati all'autorità giudiziaria e  provvedimenti "di massimo rigore" a tutela dell'ordine pubblico, a cominciare dal Daspo (il divieto di assistere a manifestazioni sportive) nei confronti dei facinorosi. E' questa la linea  - secondo quanto si apprende in ambienti di polizia - in si muovino le forze di polizia dopo gli incidenti. Il materiale video a disposizione delle forze dell'ordine è imponente e la visione dei filmati avverà in tempi brevi, facilitata dal fatto che i teppisti da identificare sono per gran parte genovesi, già noti alle forze dell'ordine.

MAGLIE ROSSOBLU' LASCIATE SUL CAMPO. Clima surreale fino al 90' a Marassi. Al fischio finale, il capitano Marco Rossi ed alcuni giocatori rossoblù si sono sfilati le maglie di gioco lasciandole a bordocampo nei pressi del sottopasso che porta agli spogliatoi. Al fischio finale cori contro Malesani e fischi. La squadra ha lasciato lo stadio in pullman tra fischi e insulti. Un centinaio di tifosi hanno atteso l'uscita del mezzo. Non vi sono stati incidenti. A presidiare l'uscita delle due squadre agenti di polizia e carabinieri. Per fronteggiare eventuali problemi nell'ordine pubblico, nel dopopartita erano state fatte arrivare a Genova anche due squadre di rinforzo del Reparto Mobile di Milano.

SANNINO: "COSI' NON E' PIU' CALCIO". "Non avrei mai immaginato che una cosa del genere potesse ripetersi". E' l'amaro commento del tecnico del Siena Giuseppe Sannino. "Quando siamo rientrati in campo per riprendere la partita - ha aggiunto l'allenatore dei toscani - ho detto ai miei giocatori che quello non era più calcio".

LOTITO, SIAMO OSTAGGIO DI QUESTA GENTE. "Questi comportamenti non rappresentano i valori dello sport, bisognerebbe riportare il comportamento dei tifosi nell'area delle regole". Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, stigmatizza la follia ultrà di Genova, dove i tifosi hanno bloccato la partita per 45' lanciando fumogeni in campo. "Putroppo le società non hanno grandi strumenti. Io ne ho fatto una battaglia ma siamo ostaggio di questa gente che se può creare dei problemi alle società lo può fare".

domenica, 22 aprile 2012