19/08/2017

Camusso e Squinzi all'attacco: "Giù le tasse sul lavoro"

Il segretario della Cgil: "Se la legge di stabilità non darà risposte ci sarà la mobilitazione unitaria". Per il presidente di Confindustria non è il congelamento dell'Iva la priorità: "Chiediamo il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale".

Camusso e Squinzi all'attacco: "Giù le tasse sul lavoro"

Camusso

ROMA - Bisogna redistribuire il reddito e ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni: se la legge di stabilità non darà risposte in questo senso "non si potrà procedere che con la mobilitazione unitaria". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che torna a sollecitare il governo a "convocare un tavolo". Camusso, al termine del direttivo di Corso d'Italia, torna ad indicare la necessità di un cambiamento della politica economica del Paese, ritenendo la legge di stabilità una cartina di tornasole. "Non si aggredisce il nodo fondamentale, che è quello dell'ingiustizia nella distribuzione del reddito e della sovrabbondante tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni. Questo sarà il nostro punto dirimente di giudizio dell'esecutivo. Se la legge di stabilità non scioglie questo nodo non si potrà che procedere con la mobilitazione. Senza risultati - ribadisce Camusso - si deve avviare una stagione unitaria di mobilitazione".

CONVOCARE TAVOLO CON LE PARTI SOCIALI. Secondo il segretario generale della Cgil "le condizioni per fare una legge di stabilità con questa caratteristiche ci sono se c'è la volontà politica". Inoltre, "riteniamo ci sia già un grande ritardo" da parte del governo "nel convocare un tavolo con le parti sociali e iniziare la discussione. Sollecitiamo, così come già fatto con Cisl e Uil, l'apertura di questo confronto". "O la legge di stabilità cambia passo o siamo destinati a declinare", afferma ancora Camusso, ritenendo che "nessun meccanismo che ragioni di Iva e Imu raggiunge l'obiettivo" di ridistribuire il reddito e ridurre la tassazione su lavoratori dipendenti e pensionati. "Dal lavoro bisogna ripartire" conclude il leader della Cgil.

ALTA TENSIONE SULL'IVA. Il tema dell'Iva resta caldissimo ed agita la maggioranza, con il Pdl in pressing per evitare l'aumento anche dopo lo scossone dato dall'ipotesi dimissioni di Saccomanni. Il sottosegretario Legnini spiega che 'il governo farà di tutto per scongiurare l'aumento' ed il ministro Lupi parla di '2-3 giorni' per trovare 'le soluzioni per cui l'Iva non deve aumentare', suggerendo che 'le dimissioni di Saccomanni non sono in agenda'. ''La priorità è rientrare nel tetto del 3% o tutto è compromesso''. Il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, ribadisce così quello che secondo lui deve essere ''l'impegno primario'' dell'Italia, che altrimenti si esporrebbe ''a una situazione pericolosa a livello internazionale'', con una inevitabile perdita di credibilità. ''Prima - spiega - dobbiamo rientrare nel 3%, poi in ordine cronologico ci sarà il resto: l'Iva, le dismissioni e l'Imu, che viene per ultima''. Zanonato avverte, 'non so se si riesce a risolvere il problema'.

SQUINZI: "PAGAMENTO DEI DEBITI ALLA PA E CUNEO FISCALE". Sul tema interviene il presidente di Confindustria Squinzi che avverte,l'Iva non è priorità. Siamo preoccupatissimi per la stabilità'. "Secondo me non è la cosa prioritaria". Così, a margine dell'inaugurazione Giorgio Squinzi, ha replicato a chi gli chiedeva un commento su un possibile congelamento dell'aumento dell'Iva fino a dicembre. "Da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutta la nostra forza, il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale. Questo - ha concluso - darebbe una spinta maggiore per far ripartire l'economia".

Redazione Online

lunedì, 23 settembre 2013