23/09/2019

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Napolitano: no a polemiche indiscriminate sulla magistratura

Il presidente della Repubblica ha sottolineato: "l'onore ai suoi caduti è la premessa per le riforme", durante il discorso al Quirinale nella cerimonia del "giorno della memoria" per le vittime del terrorismo.

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Napolitano: no a polemiche indiscriminate sulla magistratura

Giorgio Napolitano

ROMA - Il ricordo delle vittime del terrorismo, l'estradizione di Cesare Battisti, gli esempi dei magistrati "più forti di dissennati manifesti". Molti i temi toccati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nel suo intervento al "giorno della memoria" per le vittime del terrorismo. Giornata a cui non solo hanno partecipato le istituzioni - tra cui i presidenti di Camera e Senato - ma anche i parenti delle vittime, che hanno ricordato i loro familiari con toccanti discorsi. 

MAGISTRATURA E RIFORME. Sulla magistratura, per il presidente della Repubblica è in atto una ''polemica politica indiscriminata''. Ecco perché, per il Capo dello Stato bisogna prima essere consapevoli "dell'onore che si deve alla magistratura" stessa per poi lanciare "ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie".

MANIFESTI. Napolitano ha fatto poi riferimento ai manifesti apparsi a Milano: "Gli esempi della storia di come la magistratura si è impegnata nella lotta al terrorismo" - ha detto il presidente della Repubblica - "restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli e di qualsiasi polemica politica indiscriminata".

TERRORISMO. Quanto alla stagione del terrorismo, è stata "una prova aspra e cruda superata dall'Italia unita"; il presidente della Repubblica ha poi sottolineato come l'Italia abbia "dimostrato di essere una democrazia capace di difendersi senza perdersi, capace di reagire ad attacchi e minacce gravi senza snaturasi". 
     
ESTRADIZIONE DI BATTISTI. Nel suo discorso, Napolitano ha fatto poi riferimento all'estradizione di Cesare Battisti: per il Capo dello Stato ha puntato il dito contro le "residue mistificazioni" nei confronti della giustizia italiana che "pesano, ad esempio, sui rapporti tra Brasile e Italia nella vicenda dell'estradizione, rimasta incomprensibilmente sospesa, del terrorista Battisti". Ecco perché, per Napolitano, "Impressiona veder rievocate le teorizzazioni giustificazioniste del brigatismo rosso e le polemiche diffamatorie e ostili nei confronti delle istituzioni democratiche italiane e dei loro comportamenti''.

"NEL LORO SEGNO". Alla fine dell'intervento, il presidente della Repubblica ha ricevuto "Nel loro segno'', il volume consegnato al Quirinale  in memoria dei dieci magistrati uccisi dal terrorismo e dalle 15 vittime delle mafie. Il Capo dello Stato ha invitato a sfogliare quelle pagine, a leggere ''le parole che raccoglie, che sono come pietre, restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli e di qualsiasi polemica politica indiscriminata''. Napoltano ha poi voluto rivolgere ''un riverente pensiero'' ad Aldo Moro, ucciso esattamente 33 anni fa dalle Brigate Rosse, ''sul cui dramma umano e sui cui tormentati pensieri viene ora gettata nuova luce grazie ad ulteriori ricerche e approfondimenti''.

lunedì, 09 maggio 2011