20/09/2018

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Carcere per chi diffama. Ue: "Passo indietro dell'Italia"

Il commissario per i diritti umani del Consiglio Ue, Muiznieks, esprime "grande preoccupazione" per l'iter del Ddl Sallusti. Ieri l'Aula di Palazzo Madama, con voto segreto, aveva dato il via libera all'emendamento della Lega che prevede il carcere fino a un anno per chi diffama a mezzo stampa.

Carcere per chi diffama. Ue: "Passo indietro dell'Italia"

Alessandro Sallusti

ROMA - Il commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, sta seguendo con "grande preoccupazione" l'iter legislativo del Ddl Sallusti e ritiene che mantenere il carcere per i giornalisti sarebbe un "grave passo indietro" per l'Italia e non solo. "Sto seguendo il dibattito in corso al Senato con grande preoccupazione" ha detto il commissario per i diritti umani ricordando come all'inizio del dibattimento la speranza fosse che la nuova legge depenalizzasse la diffamazione "portando così l'Italia in linea con gli standard del Consiglio d'Europa". Secondo questi standard, ha ricordato Muiznieks, i giornalisti "non devono andare in carcere per le notizie date, e la diffamazione dovrebbe essere sanzionata solo attraverso misure proporzionate previste nel codice civile".

CARCERE PER GIORNALISTI, GRAVE PASSO INDIETRO. "Malauguratamente adesso sembra che la nuova legge mantenga in vigore la possibilità della prigione per i giornalisti", ha detto il commissario che ha parlato di "grave passo indietro per l'Italia" osservando che questo "invierebbe un messaggio negativo ad altri paesi europei in cui la libertà dei media è seriamente minacciata". In effetti proprio ieri il Senato ha detto sì al carcere per i giornalisti che diffamano. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato con voto segreto l'emendamento della Lega che prevede il carcere fino a un anno per chi diffama a mezzo stampa con l'attribuzione di un fatto preciso, cioè ''il caso più grave'' precisa il leghista Sandro Mazzatorta firmatario della norma.

IL VOTO. Il via libera dell'aula del Senato all'emendamento della Lega, al ddl Sallusti, reintroduce il carcere e in alternativa la multa fino a 50 mila euro per il reato di diffamazione a mezzo stampa. I voti favorevoli sono stati 131, i no 94 e 20 gli astenuti. Con l'ok all'emendamento il governo è stato battuto. Il sottosegretario alla Giustizia Antonino Gullo conferma di aver dato parere negativo alla proposta leghista dopo aver invitato il Carroccio al ritiro.

mercoledì, 14 novembre 2012