22/01/2019

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Continua la protesta di Wikipedia contro il ddl intercettazioni

Iniziativa senza precedenti dell'enciclopedia gratuita on line: "Una nuova norma introdotta nel testo rischia di oscurare anche il nostro sito".

Continua la protesta di Wikipedia contro il ddl intercettazioni

La "nuova" home page di Wikipedia

ROMA - Continua la protesta di Wikipedia contro il disegno di legge intercettazioni in esame in aula a Montecitorio. Stop per protestare in particolare contro la cosidetta "norma antiblog", oggi al voto. Sul sito della encicopledia on line fai da te appare solo una lettera aperta firmata dagli "utenti di Wikipedia", che denuncia la fine del servizio se le nuove norme saranno approvate. "Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana - è scritto - rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. Il disegno di legge n materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita: per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".

I RISCHI DEL COMMA 29. "Negli ultimi dieci anni - prosegue la denuncia on line- Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualsiasi momento senza spendere nulla. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto, neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti, rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto ddl intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine".

UN DIRITTO DI RETTIFICA TOTALE. E "purtroppo, la valutazione della lesività di detti contenuti non viene rimessa a un giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato". Quindi, in base al comma 29, "chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto, indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive, di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua rettifica, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti".martedì, 04 ottobre 2011Aggiornato:giovedì, 06 ottobre 2011, 13:51