22/09/2019

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Ricordando Falcone e Borsellino, in migliaia a Palermo

20mila persone, tra studenti, insegnanti e genitori hanno preso parte alla manifestazione nel 21° anniversario della strage di Capaci. Napolitano: "Lotta senza sosta a mafie". Grasso: "Vertià sulle stragi". Carrozza: "La legalità si impara a scuola". Cancellieri: "Lotta alla mafia anche sul web".

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Ricordando Falcone e Borsellino, in migliaia a Palermo

Navi della legalitĂ 

PALERMO - Sono arrivati in 20mila a Palermo, tra studenti, insegnanti e genitori, per partecipare alla manifestazione per il 21° anniversario della strage di Capaci, il 23 maggio 1992, in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio a Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso: "La battaglia e l'esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino diedero i loro frutti", ha scritto il presidente che ha definito "eroi" i due magistrati. (leggi il messaggio di Napolitano)

LE NAVI DELLA LEGALITA'. Circa tremila studenti sono arrivati a Palermo sulle Navi della Legalità 2013, partite ieri da Civitavecchia. Con loro il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, e il presidente Rai, Anna Maria Tarantola. Tutti insieme hanno partecipato alla manifestazione di commemorazione nell'aula bunker dell'Ucciardone. Le due navi sono state simbolicamente battezzate "Giovanni" e "Paolo", per ricordare i due giudici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nel 1992. Il 23 maggio l'attentato di Capaci, il 9 luglio nella strage di Via D'Amelio. 

MARIA FALCONE, "MAFIA SI VINCE CAMBIANDO LA SOCIETA". "La mafia non si vince solo con la repressione, che deve essere forte e costante, ma anche con il cambiamento della società, che deve essere improntata ai valori per chi tanti servitori dello Stato hanno perso la vita: giustizia, legalità e libertà". Queste la parole di Maria Falcone nel corso della manifestazione nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone. Nel corso del suo breve e commosso intervento la sorella del giudice ha ricordato la vedova del giudice Paolo Borsellino, Agnese, morta il 5 maggio scorso. "Siamo qui - ha aggiunto - per ricordare due date tremende per la storia del nostro Paese: il 23 maggio e il 19 luglio. In quelle stragi persero la vita 11 servitori dello Stato. La Fondazione ha cercato di mantenere viva la memoria andando nelle scuole e parlando ai giovani, consegnando loro una memoria, che cosi non andrà persa". Maria Falcone ha tenuto a precisare di avere ''sempre avuto fiducia nei magistrati'', essendo però consapevole che loro hanno bisogno di avere riscontri giudiziari nelle loro indagini e che quindi non possono cercare un'astratta verità. ''Io spero - ha quindi aggiunto Maria Falcone - che presto ci sia qualcuno che ci dica tutta la verità. Anche Toto Riina, chissà...''.

GRASSO. "POLITICA FACCIA SUA PARTE PER LA VERITA' SULLE STRAGI". Il presidente del Senato ha lanciato anche un appello alle forze politiche affinché si faccia luce sulle stragi. "Spero che la politica faccia la sua parte anche con il lavoro delle commissioni d'inchiesta sulla mafia e sulle stragi per completare il quadro delle indagini e il lavoro dei magistrati". Sulle polemiche per la proposta, poi ritirata, di dimezzare le pene per concorso esterno in associazione mafiosa, Grasso ha detto: "Il fatto che sia durata solo 5 ore quella proposta è indicativo del fatto del clima assolutamente diverso che la maggioranza riesce a creare per evitare inutili fughe fuori dal tempo e dalla realtà".

CARROZZA: "LA LEGALITA' SI IMPARA A SCUOLA". "La legalità si impara a scuola", ha detto il ministro dell'Istruzione Maria Rosaria Carrozza, invitando gli studenti a non dimenticare mai la data del 23 maggio. "Questo tipo di manifestazioni - ha detto - sono importanti e devono continuare perché sono la nuova educazione civica che rivive attraverso lo studio della memoria di ciò che avvenuto nel nostro Paese".  "Se non vogliamo che simili fatti si ripetano -ha concluso- dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi capiscano l'importanza del loro impegno".

CANCELLIERI, "CONTRO MAFIA LOTTA NON E' FINITA E SI SPOSTA SU WEB". 'Nella lotta contro la mafia ''oggi c'è il web: dobbiamo raggiungere i paradisi fiscali dove sono i soldi, che i mafiosi non tengono più sotto il materasso ma su internet e nel mondo''. Queste le parole del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, nel suo internento alla commemorazione. "E' necessaria - ha detto - un'azione sul mondo del web: dobbiamo imparare a controllarlo e gestirlo". "Abbiate fiducia: molto è stato fatto , e tutto il necessario si farà su questo fronte'', ha promesso agli studenti, aggiungendo la necessità di ''un'efficacie collaborazione internazionale per la confisca dei beni''. Contro la mafia - ha concluso - la battaglia non e' ancora finita, è lunga ma la combattiamo su tanti fronti''.

ALFANO, "AGGRESSIONE A BENI MAFIOSI GRANDE INTUIZIONE DI FALCONE". ''L'intuizione fondamentale che ebbe Giovanni Falcone - ha detto nel corso di un'intervista a Uno Mattina il ministro dell'Interno Angelino Alfano - fu quella che per colpire realmente i mafiosi occorresse aggredire i loro soldi ed oggi le sue idee sono leggi dello Stato che hanno dato straordinari risultati''.

TARANTOLA, "INFORMAZIONE GRANDE ARMA CONTRO MAFIA". Contro la mafia ''la Rai deve e può fare molto perché è una grande azienda di informazione'', ha detto il presidente della Rai Annamaria Tarantola nel suo intervento. ''La mafia - ha aggiunto - si colpisce con l'informazione che deve essere corretta, approfondita e costante. La Tv entra in tutte le case e può influenzare anche le convinzioni delle persone''.
giovedì, 23 maggio 2013