25/05/2013

Siria. Annan lascia l'incarico di inviato speciale dell'Onu

L'ex segretario delle Nazioni Unite: "Non ho ricevuto tutto il sostegno che la causa meritava". Attivisti: ad Hama 50 uccisi.

Siria. Annan lascia l'incarico di inviato speciale dell'Onu

Kofi Annan

GINEVRA - Kofi Annan ha rassegnato le dimissioni da inviato speciale in Siria. Lo ha comunicato in una nota il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Annan non rinnoverà il suo mandato, in scadenza il 31 agosto 2012. "Non ho ricevuto tutto il sostegno che la causa meritava": Kofi Annan ha giustificato in conferenza stampa a Ginevra i motivi delle sue dimissioni da inviato speciale dell'Onu e della Lega Araba in Siria, sottolineando come "esistano divisioni in seno alla comunità internazionale che hanno ostacolato il mio compito".

ANNAN: "LASCIO PER MANCANZA DI SOSTEGNO". ''Lo spargimento di sangue continua. In primo luogo a causa dell'intransigenza del governo siriano e del continuo rifiuto di applicare il piano in sei punti'', ha detto Annan. ''Ma anche a causa della crescente militarizzazione della campagna dell'opposizione. Il tutto aggravato dalle divisioni della comunita' internazionale'', ha aggiunto. La ''crescente militarizzazione'' del conflitto in Siria e la ''chiara assenza di unita' nel Consiglio di sicurezza'' dell'Onu ''hanno cambiato fondamentalmente le circostanze per un efficace esercizio del mio ruolo'', ha detto Annan che ha assunto il mandato di mediatore cinque mesi fa. Per Annan, senza una ''pressione internazionale seria, decisa e unita' e' impossibile per me o chiunque altro'', spingere le autorita' siriane e l'opposizione a dare il via a processo politico.

AD HAMA 50 UCCISI. Le forze del regime di Damasco hanno ucciso almeno 50 persone, tra i quali i membri di famiglie, in scontri con i ribelli nella città di Hama. Lo rivelano attivisti e residenti. "L'esercito è entrato nel quartiere di Arbain e ha condotto dei raid, nei quali sono rimaste uccisi i membri di 3 famiglie", riferiscono.

RIBELLI PRENDONO CONTROLLO POSTO FRONTIERA IN IRAQ. Intanto, i ribelli siriani hanno preso il controllo di un altro posto di frontiera, questa volta al confine con l'Iraq. Lo riferisce l'inviato della tv panaraba al Jazera sul posto. Parlando da Al Qaim, località frontaliera irachena, Ayub Rida, inviato di Al-Jazeera, ha precisato che miliziani dell'Esercito libero (Esl, i ribelli) hanno preso il controllo del lato siriano del valico nella località siriana di Mamlaha, a pochi chilometri dalla cittadina Albukamal. Il valico era stato già teatro di scontri tra ribelli e governativi a fine luglio ma le forze fedeli al presidente Bashar al Assad avevano ripreso il controllo del punto di passaggio. La porosa frontiera tra i due Paesi è lunga più di 600 km ed è interrotta da quattro valichi ufficiali: quello di Albukamal-Qaim è il più importante poiché è attraversato dall'autostrada che collega la Siria alla capitale irachena Baghdad.

AEROPORTO. Questa mattina i ribelli hanno bombardato l'aeroporto militare di Menagh, 30 chilometri a nord-est di Aleppo, da dove decollano gli elicotteri e i caccia che attaccano la città. Lo riferisce l'Osservatorio siriano dei Diritti dell'uomo (Osdh). ''L'aeroporto militare di Menagh è stato bombardato da un carro armato sequestrato dai ribelli nelle operazioni precedenti'', riferisce l'Osservatorio. Fonti giornalistiche sul posto affermano di aver sentito prima i bombardamenti e poi di aver visto le fiamme provenire da quella direzione. I ribelli hanno quindi affermato che si trattava ''di un attacco per prendere l'aeroporto da cui decollano gli elicotteri militari e i caccia che bombardano la città''.

FAO. Tre milioni di siriani hanno bisogno di nutrimento e di aiuti per l'agricoltura, secondo la Fao. Per l'agenzia Onu, di questi tre milioni di persone, un milione e mezzo ha urgente bisogno di aiuto alimentare per i prossimi 3-6 mesi, in particolare nelle zone percorse dal conflitto.
venerdì, 03 agosto 2012