11/12/2018

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Mafia, chiesto rinvio a giudizio per senatore D'Alì

Il parlamentare del Pdl, presidente della Commissione Ambiente, commenta: "Sono una persona onesta, non avrei mai immaginato che a stabilirlo dovrà essere un tribunale". Alla base dell'indagine le rivelazioni di pentiti e la testimonianza dell'ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano.

Mafia, chiesto rinvio a giudizio per senatore D'Alì

Antonio D'Alì, indagato per mafia

PALERMO - Due richieste di archiviazione, due no del gip contrario a chiudere un'indagine vecchia di anni sul senatore Antonio D'Alì, politico trapanese del Pdl e componente di una potente famiglia di banchieri e latifondisti e attuale presidente della commissione Ambiente. Al centro dei sospetti sul parlamentare, la frequentazione del capomafia latitante Matteo Messina Denaro: ancora ragazzino il boss frequentava casa D'Ali' insieme a suo padre, Ciccio, padrino storico legato ai corleonesi di Riina e campiere nelle proprietà della famiglia del senatore.

NUOVE INDAGINI. “Sono una persona onesta e perbene. Non avrei mai immaginato che a stabilire ciò dovrà essere il giudizio di un tribunale, oltre a quello dei cittadini, che mi conforta, da sempre e con diverse espressioni manifestatemi” ha commentato il politico del Pdl appresa la notizia del suo rinvio a giudizio. La parola ora passa al gip che dovrà valutare il materiale raccolto dagli inquirenti: dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Francesco Geraci che racconta di una falsa compravendita di terreni orchestrata da D'Alì e dalla famiglia mafiosa di Castelvetrano.

COPPA AMERICA. Poi ci sono le rivelazioni di un ex imprenditore, Nino Birrittella, vicino al capomafia Ciccio Pace. È stato lui a parlare del sostegno elettorale che le cosche trapanesi avrebbero garantito a D'Alì alle politiche del 2001. Il nome del senatore compare poi nell'inchiesta sui lavori per oltre 100 milioni di euro realizzati nel porto di Trapani per le gare della Coppa America del 2005. La mafia sarebbe riuscita a infiltrarsi nel business grazie a D'Alì e avrebbe saputo prima chi si sarebbe accaparrato i lavori. Contro il politico trapanese, per anni sottosegretario all'Interno, poi, c'è anche l'ex prefetto della città Fulvio Sodano, convinto che dietro al suo trasferimento ad Agrigento ci sarebbe proprio il potente D'Alì.

lunedì, 24 ottobre 2011