22/09/2019

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"Io corrotto da Ecclestone"

Gerhard Gribkowsky, ex banchiere della Bayerische Landesbank (BayernLB)ammette di aver accettato pagamenti illegali per 44 milioni di dollari dal patron della Formula 1, Bernie Ecclestone.

"Io corrotto da Ecclestone"

Bernie Ecclestone

BERLINO - Guai giudiziari per il boss dell aFormula1 Bernie Ecclestone. L'ex  banchiere direttore di una banca bavarese, Gerhard Gribkowsky, in carcere per il fallimento della BayernLb, confessa di aver preso 44 milioni di dollari come tangente per far acquistare una quota della società di Ecclestone. Gribkowsky ha parlato durante un'udienza al tribunale di Monaco di Baviera, dove è processato per corruzione, malversazione ed evasione.  Ecclestone, che non è indagato, ha testimoniato durante il processo, dicendo di aver fatto i pagamenti in relazione alla vendita della partecipazione della banca nel 2006.

I FATTI  - Nel 2005 Ecclestone gli fece una proposta: BayernLB, che dopo il fallimento di Leo Kirch si era ritrovata tra le mani la partecipazione del 47% del magnate tedesco dei media nella Formula Uno, avrebbe dovuto vendere la sua quota al fondo inglese CVC, ben accetto a Ecclestone, che in quella fase si trovava in difficoltà a causa della minaccia di alcune scuderie di creare una loro Formula Uno. In cambio Gribkowsky, che era incaricato di cedere quella partecipazione, avrebbe ottenuto un posto da consulente. «Adesso ti spiego come funziona la vita», gli avrebbe detto Ecclestone nel suo ufficio londinese. «Se mi aiuti a vendere la Formula Uno io ti impiego come consulente».

LA MEDIAZIONE - Poco dopo Ecclestone gli presentò il nome di CVC e chiese, in cambio di quella mediazione, una provvigione di 100 milioni di dollari, portati poi a 66 – un prezzo che la banca sborsò, perché contenta di aver trovato un acquirente che pagasse 840 milioni di dollari per comprare la sua quota. «Tell me numbers», avrebbe poi chiesto Ecclestone a Gribkowsky per “remunerare” il suo lavoro di consulente. Cinquanta milioni, rispose il manager tedesco. I due si accordarono su 44 milioni, partiti da una società di comodo a Mauritius legata a Ecclestone e finiti sul conto di una fondazione creata da Gribkowsky in Austria.

LA TANGENTE - Il tutto, aggirando il fisco tedesco. Sentivo di «meritare riconoscimento» per il duro lavoro svolto in tutti quegli anni, ha confessato il banchiere. Gli avvocati di Ecclestone hanno respinto le accuse. Dopo la confessione di ieri, però, i pm di Monaco potrebbero avviare un procedimento anche contro il patron della F1. A fine 2011 Ecclestone, sentito come testimone al tribunale di Monaco, non nascose di aver versato 44 milioni, ma negò si fosse trattato di un tentativo di corruzione. Piuttosto, si presentò come la vittima di un ricatto e spiegò di aver pagato per evitare che il banchiere lo denunciasse al fisco inglese. Dopo la sua confessione Gribkowsky, che siede in carcere da un anno e mezzo, dovrebbe ottenere uno sconto di pena: invece di un massimo di 15 anni, ora può aspettarsi una condanna compresa tra 7 anni e 10 mesi e 9 anni.

giovedì, 21 giugno 2012