14/12/2017

Rudolf Nureyev, a 20 anni dalla morte di un mito

Gala' a Roma e omaggi nel mondo. E a settembre museo in Francia. Un icona di bellezza e fascino. Una vita ribelle.

Rudolf Nureyev, a 20 anni dalla morte di un mito

Rudolph Nureyev

ROMA - Quei salti che sembravano infiniti, l'incredibile energia, l'intensità delle interpretazioni che hanno fatto di lui una leggenda della danza. Ma anche la bellezza, il fascino, la vita ribelle e la morte per aids, che lo hanno consacrato a icona di libertà, sfrontatezza, anticonformismo, segnando il costume di un'epoca. Mito inossidabile e indiscusso, a vent'anni dalla morte Rudolph Nureyev continua a emozionare, mietere successi, raccogliere tributi in tutto il mondo. Con un calendario di eventi, mostre, gala', conferenze che a partire dal 6 gennaio, anniversario esatto della scomparsa, non ha visto pause. Chiusa la straordinaria mostra di abiti e costumi di scena (A Life in dance) che aveva aperto l'anno delle celebrazioni a San Francisco, il testimone è tornato in Europa, prima all'Opera di Vienna con un Galà a giugno, poi alla Scala di Milano, qualche giorno fa con il Lago dei Cigni nella versione di cui il grande ballerino aveva curato coreografia e regia. Infine a Londra, dove ieri sera l' English National Ballet gli ha dedicato uno spettacolo.

EVENTO. E non è finita, anzi: questa sera è la volta di Roma, che dopo un incontro, ieri, con le sue tre partner italiane, Elisabetta Terabust, Luciana Savignano e Carla Fracci, gli dedica uno spettacolo-evento con le stelle di tutto il mondo a ballare per lui, il leggendario 'tartaro volante' come lo chiamavano negli anni in cui mieteva un successo dopo l'altro nei teatri di ogni dove. Organizzato da Daniele Cipriani, il Galà romano porta sul palco dell'Auditorium il gotha della danza internazionale, dalle stelle del Bolshoi di Mosca (Evgenia Obraztsova Denis Rodkin) e del Mariinsky di San Pietroburgo (Vladimir Shlyarov, Maria Shirinkina) all'Opera di Vienna (Denys Cherevychko, Maria Yakovleva) e al New York City Ballet (Ashley Bouder, Joaquin De Luz), solo per citarne alcuni, fino alla star italiana Giuseppe Picone a cui è stato affidato l'impegnativo assolo del Lago dei Cigni, che non a caso chiude la manifestazione. Il ballerino napoletano, che quando Nureyev se n'è andato aveva solo 16 anni, è già emozionatissimo. Ha postato su Facebook la foto del mitico corpetto di scena che indosserà questa sera e dedica al maestro parole piene di passione (''Ricordarti dopo vent'anni è una fonte di ispirazione te ne sei andato troppo presto''). Picone racconta di aver visto danzare il suo mito soltanto due volte a Napoli, al Mercadante dove fece Petruska e al San Carlo con Cenerentola. Abbastanza per rimanerne folgorato: ''Quando lo vidi andare in scena anche se non era più giovane ed era già ammalato- spiega- capii che aveva qualcosa in più, un istinto speciale''. Tant'è, ''Il mito e la passione'', di scena stasera all'Auditorium promette di essere un grande spettacolo. Che si potrà rivedere il 30 luglio a Ravello, altro luogo amatissimo dal grande Nureyev, che proprio tra quei profumi e quei colori, nella piccola isola di Li Galli, si era riservato un paradisiaco rifugio.

RUSSIA. A settembre poi è il turno della Russia, con il Balletto del Cremlino, che porta in scena per la prima volta la Cenerentola. E in ottobre, il 18, la Scala ripropone il Lago dei Cigni. Intanto, sempre in ottobre, in Francia il Centre National du Costume de scène (Cncs) di Moulins nell'Auvergne aprirà le prime sale di esposizione permanenti consacrate al grande ballerino e coreografo che in questo 2013 avrebbe compiuto 75 anni. Allestite dal grande scenografo italiano Ezio Frigerio (lo stesso che ha disegnato la tomba di Nureyev nel cimitero di Sainte Genevieve des Bois alla periferia di Parigi) insieme con Giuliano Spinelli (che ha curato la mostra americana), le nuove sale del Cncs ospiteranno mobili, strumenti musicali, fotografie, abiti di scena e abiti borghesi, ma anche quadri, sculture, opere d'arte. In tutto un centinaio di pezzi di quella che fu la strepitosa collezione del ballerino, ceduti due anni fa dalla dalla Rudolf Nureyev Foundation. Di tutto di più, per una leggenda che non sbiadisce.
domenica, 28 luglio 2013