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Isole contese, arresti in Cina nelle proteste contro il Giappone
I manifestanti rivendicano la proprietà cinese delle isole contese, chiamate Senkaku dai giapponesi e Diaoyu dai cinesi. Il primo ministro nipponico Noda al governo di Pechino: garantire sicurezza dei giapponesi.

Proteste anti-Giappone
CANTON (CINA) – Continuano le proteste in Cina per le isole contese con il Giappone. Nella provicnia cinese di Canton diversi gli arresti durante una protesta contro Tokyo. I manifestanti rivendicano la proprietà cinese delle isole contese, chiamate Senkaku dai giapponesi e Diaoyu dai cinesi. Un piccolo gruppo di dimostranti ha fatto irruzione in un hotel accanto al consolato giapponese rompendo le finestre e in un ristorante giapponese. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua. La polizia di Canton ha chiesto ai cittadini di fare video con i cellulari per registrare chi danneggia gli edifici, fornendo poi le prove alle autorità. Nella città di Shenzhen, nella provincia di Canton, le forze di sicurezza con elmetti e scudi hanno lanciato gas lacrimogeni sui manifestanti. Alcuni dei dimostranti riprendevano i candelotti lacrimogeni e li rilanciavano contro gli agenti. I partecipanti alla protesta hanno anche ribaltato un veicolo della polizia rompendo i finestrini. Non ci sono feriti.
PREMIER GIAPPONE A PECHINO: GARANTITE SICUREZZA GIAPPONESI. Il primo ministro del Giappone, Yoshihiko Noda, ha chiesto al governo di Pechino di garantire la sicurezza di cittadini e aziende giapponesi in Cina. "Purtroppo si tratta di una questione che sta avendo un impatto sulla sicurezza dei nostri cittadini e sta causando danni al patrimonio delle aziende giapponesi", ha detto Noda parlando all'emittente pubblica NHK. Il premier ha aggiunto che il Giappone deplora la violenza e ha invitato entrambe le parti a condividere informazioni e mantenere stretti contatti.