20/05/2013

Inchiesta Lega, Bossi e figli indagati a Milano

L'accusa è di truffa per 18 milioni ai danni dello Stato, nell'inchiesta sull'uso dei rimborsi elettorali. Ai figli "paghetta da 5mila euro al mese". Renzo: "Mai preso un euro. Confido nella magistratura, ora potrò difendermi".

Inchiesta Lega, Bossi e figli indagati a Milano

Umberto Bossi

MILANO - Umberto Bossi è indagato dalla procura di Milano per truffa ai danni dello Stato, in concorso con l'ex tesoriere Francesco Belsito. L'accusa riguarda i rimborsi elettorali ottenuti dal partito con un rendiconto - secondo l'accusa, infedele - pari a 18 milioni di euro, presentato nell'agosto del 2011.

TRUFFA ALLO STATO. Secondo fonti giudiziarie, l'accusa per Bossi senior - a cui il senatùr risponde in concorso con l'ex tesoriere Francesco Belsito - è riferita alla politica generale delle spese del partito. Riguardo ai rendiconti, Umberto Bossi li avrebbe firmati, come ha riferito ai pm Nadia Dagrada, responsabile amministrativa di via Bellerio: ecco perché, secondo gli inquirenti, il fondatore del Carroccio sapeva di queste uscite, pur potendo non sapere nel dettaglio di come il denaro venisse utilizzato, per esempio, dai suoi figli. Con Umberto Bossi sono indagati anche i figli Riccardo e Renzo, accusati di appropriazione indebita e il senatore Piergiorgio Stiffoni, con l'accusa di peculato in relazione all'uso dei fondi della Lega Nord al Senato.  

FIGLI, PAGHETTA DA 5MILA EURO AL MESE.
Riccardo e Renzo Bossi avrebbero intascato una 'paghetta' fissa intorno a 5mila euro al mese, prelevata dai soldi dei rimborsi elettorali. Anche per questo, secondo quanto si apprende, è scattata nei loro confronti l'accusa di appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta della procura di Milano sui fondi del Carroccio. Ai due figli del senatùr sarebbero stati versati anche soldi per spese extra come quelle relative ad auto e benzina.

RENZO: "ORA POTRO' DIFENDERMI".  Intanto Renzo Bossi si difende dal Marocco, dove è in vacanza (un viaggio programmato due mesi fa, spiega lui): "Non ho mai preso un euro", ha detto al telefono, "Ho già detto che mi sento sereno e confido nella magistratura e soprattutto con questo atto giudiziario avrò finalmente la possibilità di difendermi e dimostrare a tutti la mia totale estraneità rispetto alle accuse che mi verranno mosse''. In una lettera indirizzata all'allora tesoriere Francesco Belsito, emerge poi che Renzo avrebbe scritto di aver informato suo padre riguardo ad alcune sue spese personali. La lettera è stata trovata dagli investigatori nella famosa cartella 'The family'. Al momento Renzo è però in vacanza in Marocco: così al "trota" non è stato consegnato l'avviso di garanzia.

LA MOGLIE DI BOSSI. Al vaglio degli inquirenti è anche la posizione della moglie di Umberto Bossi, Emanuela Marrone. La donna non è indagata; accertamenti sono in corso anche su Rosy Mauro, anche lei non indagata. In particolare, i magistrati cercano di fare luce sulle "uscite" effettuate a favore del Sinpa e della scuola Bosina. In una telefonata intercettata, ora agli atti dell'inchiesta, gli interlocutori fanno riferimento ad una somma di 300mila euro "parcheggiata" in contanti per la scuola.

LA EX MOGLIE DI RICCARDO BOSSI. Dalle indagini emerge inoltre che sarebbero stati versati soldi anche a Maruska Abbate, ex moglie di Riccardo Bossi, come alimenti. La circostanza sarebbe venuta alla luce dall'esame della contabilità di Belsito; gli investigatori hanno trovato una cartella con l'intestazione "alimenti". I soldi sarebbero stati versati tra maggio e ottobre 2011, alla moglie del figlio maggiore del leader leghista: alla donna, sarebbero stati dati circa cinquemila euro. Come riscontro, ci sarebbe anche un bonifico di Belsito presso l'Agenzia del Banco di Napoli di Montecitorio.

MARONI SU FB. "Voglio una Lega unita, voglio una Lega forte, voglio una Lega viva. Una Lega che si concentra sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e governa, che dà risposte. Largo ai giovani e a chi è capace. Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c'è posto nella Lega del futuro", ha scritto Roberto Maroni su Fb, quattro ore prima dell'arrivo dell'avviso di garanzia a Bossi e figli.

CALDEROLI: NON MUTA MIA STIMA PER BOSSI. Solidarietà arriva invece dal coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli: "L'indagine aperta su Umberto Bossi penso che sia un atto dovuto e personalmente ritengo che sia conseguente a una firma, o una sigla, apposta dal Segretario in assoluta buona fede". Calderoli poi sottolinea: "Nulla potrà modificare la stima e l'affetto che provo per lui".giovedì, 17 maggio 2012