03/04/2020

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Giorno del ricordo. "Coltivare memoria, ma mai ostaggi del passato"

Lo ha detto il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia al Quirinale per ricordare le vittime delle foibe.

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Giorno del ricordo. "Coltivare memoria, ma mai ostaggi del passato"

Giorgio Napolitano

ROMA - Coglie l'occasione per un nuovo riferimento-appello a celebrare bene e senza polemiche il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia al Quirinale per il "Giorno del Ricordo" in memria delle vittime delle foibe. E' necessario, spiega Napolitano, "ritrovarsi tutti in progetti lungimiranti" e insieme richiamarsi "all'eredità del Risorgimento e del concorso di tanti di tanti patrioti delle terre adriatiche, facciamolo nelle spirito di serene e riflessive celebrazioni del 150esimo".

MAI OSTAGGI DEL PASSATO. Pensando alle vittime delle foibe, il presidente ha detto che "in ciascun paese si ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo" ma "l'essenziale è non restare ostaggi nè in Italia nè in Slovenia nè in Croazia degli eventi laceranti del passato". Insomma, posta fine "a ogni residua congiura del silenzio, a ogni forma di rimozione diplomatica o di ingiustificabile dimenticanza" "possiamo finalmente guardare avanti, costruire e fare progredire una prospettiva di feconda collaborazione sulle diverse sponde dell'Adriatico".

IL GIORNO DEL RICORDO. Il 'Giorno del Ricordo' è dedicato alla tragedia degli italiani giuliano-dalmati rimasti vittime delle rappresaglie e delle vendette lungo il confine orientale alla fine e oltre la seconda guerra mondiale. Con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sono presenti per il governo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta ,e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Dopo un saluto del sottosegretario Letta che ha lamentato "l'oltraggio" dei troppi anni di silenzio sulla tragedia delle foibe e ha ricordato l'importanza di una iniziativa che cade nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia, per cui "noi oggi certifichiamo che anche quelle vittime hanno scritto la storia d'Italia avendo avuto l'unica colpa di essere italiani", ha preso la parola lo scrittore Enzo Bettiza, profondo conoscitore della storia travagliata di quell'area colpita dalle tragedie del Novecento.

giovedì, 10 febbraio 2011