11/12/2018

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Scontro sui cieli di Brega e Agedabia: "Due morti"

Così i testimoni della controffensiva dell'esercito fedele a Gheddafi contro i ribelli, che affermano di avere il controllo di Brega. Al Jazeera: ad Agedabia gli insorti hanno abbattuto un aereo governativo. Lega Araba: "Violenze inaccettabili".

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Scontro sui cieli di Brega e Agedabia: "Due morti"

Si spara nella capitale libica

TRIPOLI - Due persone sono state uccise nella città di Brega, una città della Libia orientale bersaglio di una contro-offensiva delle forze dell'esercito fedeli a Muammar Gheddafi: la città è tutt'ora in mano agli insorti. lo riportano testimoni citati dall'agenzia francese France Press. Intanto, il regime di Muammar Gheddafi ha inviato più di 500 veicoli blindati a Brega per la riconquista della città. Lo riferisce un giornalista libico contattato dalla tv satellitare al-Jazeera. Un testimone oculare residente nella zona sostiene che i caccia dell'aviazione libica sta bombardando la città, anche se le forze fedeli al regime sembra abbiano avuto la meglio sui rivoltosi che avevano solo delle armi leggere. In un primo momento il governo di Gheddafi aveva smentito ufficialmente il ricorso ad attacchi aerei. "Le informazioni su un contrattacco in atto da parte delle forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi per riprendere il controllo delle città nell'est del paese sono false", ha detto un portavoce del governo a Tripoli. Rispondendo ad una domanda sugli attacchi a Brega e Ajdabiyah, il portavoce Mussa Ibrahim ha detto: "Ne dubito molto, credo che si tratti di informazioni false".
 
I  RIBELLI: "BREGA ORA È NOSTRA". I ribelli libici che controllano l'est del paese affermano di aver ripreso la città di Marsa Brega (terminal petrolifero sulla costa orientale) e che chiederanno probabilmente un intervento militare straniero, in particolare raid aerei su obiettivi militari. Il portavoce dei ribelli della coalizione "17 febbraio", Mustafa Gheriani, ha detto che i governativi "hanno cercato di prendere Brega stamani, ma non ci sono riusciti. È di nuovo nelle mani dei rivoluzionari. Lui (Gheddafi, n.d.r.) sta cercando di creare tutti i tipi di guerra psicologica per tenere queste città in tensione". "Noi probabilmente chiederemo l'aiuto straniero, probabilmente attacchi aerei su siti strategici, che colpiscano il suo forziere", ha aggiunto Gheriani. Quanto alla città di Agedabia (vicino a Brega), che secondo Al Arabiya sarebbe stata bombardata stamani dagli aerei governativi, Gheriani ha detto che è "sostanzialmente stabile e la nostra gente si sta riunendo per affrontare qualsiasi assalto in grande stile". Secondo il portavoce, per ora le forze governative conducono solo attacchi "mordi e fuggi".

ATTERRATI AEREI LIBICI CARICHI DI SOLDATI. Nell'aeroporto di Brega sono atterrati tre aerei militari libici carichi di soldati e veicoli blindati che si stanno dispiegando nei quartieri della città: secondo quanto riporta la rete satellitare Al Arabiya il bilancio delle vittime sarebbe di almeno 14 morti. Brega si trova a una sessantina di chilometri da Adjabiya, il cui arsenale militare è stato attaccato di nuovo mercoledì mattina dall'aviazione militare di Gheddafi, senza conseguenze; proprio Adjabiya dovrebbe essere la prossima tappa della controffensiva delle forze del rais, e l'opposizione sta preparandosi a difendere la città. 

LEGA ARABA: "SITUAZIONE TRAGICA, VIOLENZE INACCETTABILE". La situazione in Libia è "tragica". Lo ha detto il segretario generale della Lega araba Amr Mussa, davanti ai ministri degli esteri arabi. "Non la dobbiamo accettare e dobbiamo sostenere il popolo libico che sta soffrendo molto nel suo cammino verso la libertà".

GHEDDAFI RIMPIAZZA DUE MINISTRI. Il leader libico Muammar Gheddafi ha sostituito il ministro degli interni e della giustizia, per non aver supportato la repressione contro i dissidenti: Masoul Abdel Haziz si è stato insediato al posto di Abdel Fattah Younes al ministero degli interni mentre Mustafa Mohamed Abud Ajleil è stato rimpiazzato con Mohamed Amhamad Al-Qamoudy. Intanto alcuni testimoni riferiscono che le forze del stanno avanzando verso la città di Agedabia, 750 chilometri a est della capitale Tripoli. Gli stessi testimoni hanno detto di aver visto due aerei da guerra bombardare la zona orientale della città intorno alle 10 locali (le 9 ora italiana).

ESPLODE AUTOCISTERNA NEL CENTRO DI TRIPOLI. Forti esplosioni questa mattina nel centro di Tripoli, dove un'autocisterna è stata coinvolta un incidente stradale. Secondo i testimoni ad esplodere in successione sarebbero stati diversi comparti dell'autobotte, che si è rovesciata nell'incidente e che trasportava carburante. L'edificio più vicino, una moschea, non ha subito alcun danno, mentre sul posto si sono radunati centinaia di sostenitori di Gheddafi, sorvegliati da polizia, militari e agenti in borghese.

CALMA APPARENTE NELLA NOTTE. Nella notte, la città ha vissuto in una calma apparente, che non riesce a nascondere la verità: la Libia è un paese in guerra, in cui le operazioni militari decise dal colonnello Gheddafi continuano senza sosta. L'uomo che ormai è appena il "sindaco di Tripoli" riesce a dare ordine di colpire non solo i depositi di armi in giro nel paese, ma anche i centri abitati conquistati dai ribelli, i palazzi in cui si nascondono giovani e vecchi. 

NELLA CAPITALE SOLDATI A CACCIA DI DISSIDENTI. In città ha scatenato i suoi squadroni della morte per far sparire i dissidenti. Con una tecnica della dissimulazione spietata ed efficiente, il governo libico parallelamente alimenta una strategia del sorriso, una campagna di informazione combattiva ed asfissiante, per sostenere che i ribelli sono uomini di Al Qaeda e che Tripoli tratta per un accordo di pace.

mercoledì, 02 marzo 2011