22/09/2019

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Quelle statue devono essere demolite...

Nel 2001 i talebani decisero di abbattere i due buddha considerate due figure "idolatre" contrarie all'Islam.

Quelle statue devono essere demolite...

Buddha afghanistan

ROMA - Era il marzo 2001 e i talebani, musulmani iconoclasti, ordinarono la distruzione dei deu Buddha di Bamiyan considenrando idolatre quelle sculture. Una decisione molto forte dal momento che nessuna dinastia islamica si era mai sognata di abbattere raffigurazioni artistico-religiose del passato preislamico.

IL DIETROFRONT DEL MULLAH OMAR. Ed infatti nel luglio del 1999 - in linea con la consolidata tradizione islamica che non distruggere le testimonianze archeologiche del passato, fossero anche "idolatre" come i monumenti della Mesopotamia, della Siria o dell'Egitto antichi - il mullah Mohammed Omar aveva emanato un decreto in favore delle conservazione dei Buddha di Bamiyan. E questo perché la popolazione di fede buddista dell'Afghanistan non esisteva più da lungo tempo, il che impediva la possibilità che le due statue venissero adorate. Solo due anni più tardi il Mullah Omar tornò però sui suoi passi: "In base al verdetto del clero e alla decisione della Corte Suprema dell'Emirato Islamico, tutte le statue in Afghanistan devono essere distrutte perché sono state in passato usate come idoli dagli infedeli. Sono ora onorate e possono tornare a essere idoli in futuro. Solo Allah l'Onnipotente merita di essere adorato, e niente o nessun altro".

TENTATIVI INTERNAZIONALI DI SALVATAGGIO. Il Metropolitan di New York chiese il permesso di portare negli Usa i due Buddha, e anche il governo indiano si fece avanti proponendo di prendere in consegna le due statue. Dopo il primo giorno di bombardamenti, decine di governi tra i quali persino quello musulmano del Pakistan, unico paese amico dei talebani, chiesero invano al mullah Omar di annullare la decisione.

LA GIUSTIFICAZIONE. Il 18 marzo del 2001 il New York Times riporta le parole di un rappresentante dei Talebani secondo cui il governo aveva preso la decisione di distruggere le statue perché una delegazione straniera aveva osato offrire denaro per salvare le antiche statue mentre un milione di afgani rischiavano di morire di fame. La confernma arrivò tre anni dopo con un'intervista del mullah Omar ad un giornale pachistano: "Non volevo distruggere i Buddha di Bamiyan. In realtà alcuni stranieri vennero da me e dissero che loro avrebbero voluto restaurare le statue che erano state lievemente danneggiate a causa delle piogge. Questo mi scandalizzò. Pensai 'questa gente insensibile non ha riguardo delle migliaia di essere umani che muoiono di fame, ma sono così preoccupati per oggetti inanimati come i Buddha'. Questo era estremamente deplorevole, e questa è la ragione per cui ne ho ordinato la distruzione. Fossero venuti per ragioni umanitarie, non lo avrei fatto".

LA DECISIONE. Il governo dei Talebani decretò che le statue, che erano sopravvissute intatte per più di 1500 anni, erano idolatre e contrarie all'Islam. Durante la distruzione, il ministro dell'Informazione Qudratullah Jamal disse che "questo lavoro non è così semplice come la gente può pensare. Non si possono tirar giù le statue bombardandole perché entrambe sono incise e solidamente attaccate alla montagna". I due Buddha vennero demoliti a colpi di dinamite e cannone dopo quasi un mese di intensi bombardamenti.

L'IMPEGNO PER LA RICOSTRUZIONE. Benché le statue dei due Buddha siano state quasi completamente distrutte, i loro profili e alcune loro fattezze sono tuttora riconoscibili nelle cavità. È possibile per i visitatori esplorare le caverne dei monaci e i passaggi che le uniscono. Come parte dello sforzo internazionale per ricostruire l'Afghanistan dopo la guerra contro i Talebani, il governo del Giappone e alcune altre organizzazioni si sono impegnate nella ricostruzione delle due grandi statue di Buddha. Gli sforzi hanno portato allo stato attuale solo ad un consolidamento della roccia e delle nicchie che hanno sofferto per il bombardamento. Un ulteriore risultato è arrivato l'8 settembre 2008, quando, gli archeologi, alla ricerca di una leggendaria statua di 300 metri nel sito, annunciarono la scoperta di un terzo Buddha di 19 metri, un Buddha coricato in parinirvāna, una posa che rappresenta il passaggio del Buddha nel nirvana, di cui Xuanzang fa una descrizione.

IL TERZO BUDDHA. Il governo afgano ha chiesto all'artista giapponese Hiro Yamagata di ricreare i Buddha di Bamiyan usando 14 raggi laser che proiettino le immagini delle statue nelle nicchie in cui erano stati scolpiti. I laser saranno alimentati tramite energia solare ed eolica. Il progetto, del costo di 9 milioni di dollari, in teoria avrebbe dovuto essere completato entro il 2007 ma, a tutt'oggi, non si hanno notizie in merito.

 

 

venerdì, 25 febbraio 2011