18/10/2017

Essere felici? Ecco la ginnastica della mente

Il cervello si può cambiare con esercizi che migliorano la personalità, aiutano a sviluppare un senso di benessere e avere una vita piena di significati.

Essere felici? Ecco la ginnastica della mente

CERVELLO

ROMA -  Il carattere fa profondamente parte del cervello perchè le connessioni di neuroni nelle diverse aree del cervello comandano, smistano e determinano le emozioni e le azioni. Per migliorarle il neuroscienziato e psicologo Richard Davidson ha coniato una scienza ibrida, ' la neuroscienza affettiva' che stimola e allena il cervello a rinforzare personalità più serene, una sorta di ginnastica della mente per la felicità.  Davidson dispensa così alcuni esercizi di stile emozionale che permettono di sviluppare migliori capacità di coscienza di sè e degli altri eliminano quei fattori che rendono le persone troppo impulsive, poco consapevoli di sè e poco concentrate. Gli esercizi sono contenuti nel libro 'The emotional life of your brain'', pubblicato negli Stati Uniti.
ECCO GLI ESERCIZI DELLA FELICITA' - Sul podio dei consigli più utili  lo scienziato suggerisce di riempire casa e ufficio di ricordi felici, come foto di famiglia o di vacanze, cambiandole spesso per non abituarsene. Fondamentale anche imparare a ringraziare guardando negli occhi le persone e scrivere un diario delle proprie esperienze felici.
Fare spesso i complimenti agli altri aiuta invece a vedere il bene nelle altre persone, nella vita ed in se stessi.
Rientra fra gli esercizi anche la meditazione, da fare quando si è ben svegli e attenti, stando seduti eretti e focalizzando le proprie attenzioni sul respiro e sui segnali del proprio corpo.
Per aumentare il proprio livello di attenzione Davidson raccomanda anche di stare 10 minuti al giorno in una stanza silenziosa e, ad occhi bene aperti, fissare un oggetto su cui concentrare tutte le proprie attenzioni, senza distrarsi.
Per aumentare l'intuito e avere buoni rapporti con le persone ci si può esercitare ad osservare il linguaggio del corpo ed il tono della voce degli altri per individuare quali emozioni stanno vivendo.
Per evitare reazioni impulsive e sintonizzarsi meglio col contesto l'esperto suggerisce di compilare regolarmente una lista di eventi specifici o comportamenti che innescano risposte troppo emotive e passare 15 minuti pensando a tali eventi respirando profondamente finchè non ci si sente più rilassati.
Infine per acquisire elasticità mentale e reagire meglio nei confronti di eventi avversi, dedicare 10 minuti al giorno, per 4 o 5 volte alla settimana, a pensare ad un conoscente malato o sofferente, respirando profondamente e mettendosi nei suoi panni, sentendo compassione.
NEUROPSICOFISIOLOGIA - Delle potenzialità del cervello umano e delle potenzialità di apprendimento  per vivere meglio ne aveva già scritto e studiato ampiamente anche il professor Michele Trimarchi, psicologo e presidente dell'ISN (Società Internazioanle di Neuropsicofisiologia). "Il cervello umano è uno strumento meraviglioso, geneticamente predisposto per far acquisire all’individuo conoscenza e coscienza di sé e dell’ambiente, e poter utilizzare così lo spazio-tempo della propria esistenza per esprimersi creativamente e armonicamente partecipando all’evoluzionesociale, culturale e umana". Sostiene  Trimarchi che già negli anni '70 aveva coniato il termine di neuropsicofisiologia ovvero quella disciplina scientifica che integra Neurologia, Psicologia e Fisiologia che si basa sulla Fisica dell’Informazione, sulle differenze funzionali tra emisfero destro e sinistro, e sulle funzioni superiori del cervello umano.
UNITA' TRA MENTE E CERVELLO PER UN ARMONIA DELLA PERSONA - L’obiettivo sostanziale che ha portato alla nascita della Neuropsicofisiologia è stato quello di riportare ad unità la mente ed il cervello (per troppo tempo tenuti separati in ambito neurologico e psicologico) e studiare le funzioni cerebrali superiori e le differenze funzionali tra emisfero destro e sinistro al fine di scoprire “la fisiologia della coscienza”, ovvero come si sviluppa l’Io cosciente dell’essere umano, quell’Io che permette di gestire consapevolmente e creativamente le funzioni cerebrali integrando il dinamismo della mente con il soma nel suo rapporto con l’ambiente. La Neuropsicofisiologia si fonda sulla Fisica, la quale dimostra che non esistono separazioni nel mondo fisico poiché ogni suo elemento – dal micro al macro – genera un campo di energia continuo e dinamico che interagisce costantemente con gli altri campi, scambiando energia. Attraverso lo studio di come i vari sistemi comunicano tra loro, è emerso che non esistono separazioni tra il mondo fisico esterno e il mondo fisico interno al cervello umano, perché gli organi di senso sono fondamentalmente trasduttori di energia che trasformano le varie forme di energia per farle identificare dalla genetica cerebrale nelle loro caratteristiche fisiche, obbiettive ed oggettive.
L'ENERGIA CHE NUTRE IL CERVELLO - Questa, quindi, è la funzione sostanziale degli organi di senso: tradurre le diverse forme di energia affinché il cervello le percepisca, le identifichi e ne prenda coscienza, sviluppando una conoscenza di cui l’individuo possa disporre per il proprio arricchimento e per comunicare con l’ambiente esterno. La Neuropsicofisiologia fornisce una conoscenza integrata dell’essere umano e del suo comportamento (affettivo-emozionale, logico-razionale, creativo), senza lasciare più nulla al “caso”: ogni segnale che attraverso gli organi di senso giunge al cervello segue un percorso ben preciso, per cui occorre verificare come viaggiano i segnali all’interno dei due emisferi cerebrali e cosa producono, ovvero quali sono i loro percorsi e vie preferenziali, e quali sono gli effetti emozionali e razionali da essi generati.
SONO LE INFORMAZIONI CREANO LA NOSTRA COSCIENZA - Un paradigma centrale della Neuropsicofisiologia è quello che correla energia, materia e informazione (paradigma E-M-I): non esiste nulla che non sia contemporaneamente informazione, materia ed energia. Sono le informazioni che gradualmente modulano le funzioni neuropsicofisiologiche, dando vita alla coscienza dell’individuo quando sono armoniche e fisiologiche al suo sviluppo, generando invece malessere, disagi e psicopatologie quando sono conflittuali e antitetiche a quelle pulsioni genetiche che spingono ogni essere umano all’autodeterminazione, alla libertà, al rispetto della propria dignità ed autonomia.

giovedì, 27 dicembre 2012