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Protesta operai. Seconda notte a 400 metri sotto terra
Circa 80 minatori sono asserragliati da domenica sera a circa 400 metri di profondità a Nuraxi Figus, frazione di Gonnesa, in provincia di Carbonia-Iglesias. Gli operai chiedono il rilancio della miniera e dicono: "Continueremo la protesta".

Interni di una miniera (archivio)
GONNESA - Continuerà ad oltranza, fino ad una risposta da parte del governo, l'occupazione della miniera di Nuraxi Figus, a 373 metri di profondità, da parte dei lavoratori della Carbosulcis, che hanno passato la seconda notte sotto terra. I minatori hanno occupato un pozzo due giorni fa per chiedere all'esecutivo lo sblocco il progetto di rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di co2 nel sottosuolo.
LA PROTESTA. Il motivo: ottenere il finanziamento del 'progetto integrato miniera-centrale-cattura stoccaggio dell'anidride carbonica' nel sottosuolo. I lavoratori chiedono un intervento rapido dei rappresentanti istituzionali affinché venga fissato un incontro con i leader dei partiti che appoggiano il governo Monti, Alfano, Bersani e Casini. All'ingresso della miniera della Carbosulcis di Nuraxi Figus tre cumuli di carbone appena estratto impediscono l'accesso alle auto. In miniera si entra solo a piedi. L'occupazione della miniera, che riporta il Sulcis indietro negli anni, quando l'occupazione delle gallerie era il simbolo della lotta del territorio, arriva a pochi giorni dal vertice che si terrà al ministero dello Aviluppo economico per la 'vertenza Sulcis' per le aziende in crisi: venerdì prossimo la Regione insieme ai sindacati incontrerà il governo per Alcoa, Eurallumina, Portovesme srl e Carbosulcis.
SULCIS COME L'ILVA. Il progetto varrebbe 200 milioni di euro e l'impegno dell'Enel, unico cliente della Carbosulcis per la centrale di Portovesme, nella produzione di energia per le aziende del Sulcis. "Ho sperato sino alla fine che questo gesto estremo venisse evitato ma l'arroganza del governo e dell'Enel, che in tutti i modi si stanno contrapponendo al 'progetto integrato miniera - centrale - cattura stoccaggio C02', ha superato ogni limite. La lotta durissima che attende i lavoratori della Carbosulcis non deve restare isolata ma deve trovare senza infingimenti il sostegno di tutte forze politiche e istituzionali", ha commentato il deputato sardo Mauro Pili, che aveva annunciato forme clamorose di protesta dei minatori del Sulcis. I 40 minatori sono determinati: "Si va ad oltranza, ormai il Sulcis è in guerra. Il carbone è strategico, l'alluminio pure. Non si può pensare di chiudere le fabbriche senza colpo ferire". E chiedono che la vertenza del Sulcis abbia la stessa dignità di quella dell'Ilva di Taranto.
martedì, 28 agosto 2012Aggiornato:martedì, 28 agosto 2012, 07:48