13/12/2017

Morto Califano: Roma perde il suo Califfo

Il cantautore si è spento nella sua casa di Acilia. Da tempo malato, aveva 74 anni. Tra i suoi più grandi successi come autore, poeta e interprete, 'Tutto il resto è noia', 'Minuetto', 'La musica è finita', 'E la chiamano estate'.

Morto Califano: Roma perde il suo Califfo

Franco Califano

ROMA - Appena un giorno dopo la morte di Enzo Jannacci, se ne va un altro grande protagonista della musica italiana. Franco Califano è morto sabato sera nella sua casa ad Acilia: malato da tempo, il cantautore aveva 74 anni. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma. Califano era in piena attività artistica. "Fino all'ultimo giorno non ha smesso di cantare e di scrivere canzoni", spiega il cantautore Enrico Giaretta, suo pianista e figlio artistico. "Il Maestro stava per partire per un 'mini tour' con accompagnamento di pianoforte, batteria, chitarra e contrabbasso. Era entusiasta di questa nuova avventura. Stasera, all'improvviso, la notizia della sua morte. Siamo tutti increduli. Si è chiusa per noi un'era". Califano stava lavorando anche ad un progetto di canzoni in romanesco rivisitate in chiave jazz.

IL 'CALIFFO'. Originario di Paganica in provincia di Salerno, ma nato a Tripoli - allora colonia italiana - il 14 settembre del 1938, Califano è cresciuto a Roma, città alla quale è rimasto sempre legatissimo. 'Er Califfo', come lo hanno sempre affettuosamente chiamato i suoi fan, era malato da tempo ma ha lavorato fino all'ultimo tanto che stava per partire per un minitour la cui prima tappa doveva essere il 4 aprile a Porto Recanati, nelle Marche. Nella sua lunghissima carriera è stato autore di canzoni indimenticabili come 'La musica è finita', 'Una ragione di più', 'E la chiamano estate', 'La nevicata del '56'. Ha scritto per Mina, Ornella Vanoni, Mia Martini, Renato Zero, Bruno Martino. E tantissimi sono stati anche i successi come cantautore, da quella che è stata un po' il suo manifesto, 'Tutto il resto è noia' ("La canzone che mi rappresenta di più"), a 'La mia libertà', 'Io nun piango'.

UNA VITA DA ROMANZO. Personaggio di grande popolarità, Califano è stato una figura atipica della canzone italiana, una sorta di chansonnier alla francese, radicatissimo nella tradizione culturale e musicale di Roma. E la sua è stata una vita da romanzo, in cui non è mancato il carcere, con un primo arresto nel 1970, coinvolto insieme con Walter Chiari (poi assolto) in una vicenda di droga e poi di nuovo nel 1983, di nuovo accusato di possesso di stupefacenti e in questo caso anche di armi nella vicenda che vide in manette anche Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest'ultima esperienza carceraria anzi ha scritto 'Impronte digitali', album che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. In entrambi i processi è stato comunque. E lo ha ripetutamente ricordato sia nei libri sia nelle interviste. 

I LIBRI E I TRE SANREMO. Musicista prolifico, si è cimentato anche come scrittore e saggista con opere come 'Ti perdo - Diario di un uomo da strada' ,' Il cuore nel sesso', 'Sesso e sentimento' e 'Calisutra - Storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro'. Del 2008 è l'autobiografia 'Senza Manette', scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco, che oggi piange "l'amico e il complice di tante notti in radio". Attaccatissimo al suo personaggio di disincantato amante latino, un po' cinico e un po' romantico, sempre pronto a vantare le sue conquiste femmilini, il Califfo è stato anche interprete di fotoromanzi e attore cinematografico in Sciarada alla francese (1963), Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1983) con Pippo Franco, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008). Ha partecipato tre volte a Sanremo, l'ultima nel 2005 con 'Non escludo il ritorno', scritta con i Tiromancino.sabato, 30 marzo 2013