24/05/2013

Berlusconi, critiche al governo e segnali alla Lega

L'ex premier parla di governo provvisorio e ricorda che con il Carroccio "non abbiamo mai rotto, alcune ragioni dei leghisti erano fondate".

Berlusconi, critiche al governo e segnali alla Lega

Silvio Berlusconi

MONZA - Cresce nel Pdl il malumore verso il governo Monti. E tornano le voci di un voto anticipato. Un mal di pancia alimentato anche dalle ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che, a Monza per la chiusura della campagna elettorale delle amministrative, non è certo tenero verso il "Professore": "I cittadini - dice - si domandano se valga ancora la pena di votare in un momento di parentesi della democrazia e con questo governo provvisorio". Parole che si accompagnano ai "segnali di fumo" mandati alla Lega che sul mancato sostegno all'esecutivo aveva alcune "ragioni fondate".

CRITICHE A MONTI. "La luna di miele di Monti con gli italiani è finita e Berlusconi lo sa bene", confida un ex ministro azzurro, che ha sondato nelle ultime ore gli umori ad Arcore. L'ex premier torna a dire a chiare lettere che nessun provvedimento governativo verrà accettato a scatola chiusa, dando per scontato il via libera del Pdl. Non a caso, avverte: "Dobbiamo vedere più avanti, sperando che i sacrifici che abbiamo fatto dimettendoci dal governo portino al risultato che abbiamo da sempre inseguito: cambiare l'architettura istituzionale del Paese". Non è un caso, poi, che Berlusconi torni a corteggiare la Lega. Con loro, assicura, "non abbiamo mai rotto", c'è stato un dissenso sull'appoggio al governo Monti e "devo dire che alcune ragioni fondate la Lega le aveva", rimarca il Cavaliere che continua a sentire regolarmente sia Bossi sia Maroni.

"NON SIAMO SUCCUBI DEI TECNICI". Gli azzurri Guido Crosetto e Maurizio Bianconi condividono le perplessità del loro leader: "Saremo leali ma non succubi dei tecnici". L'ex sottosgretario alla Difesa è categorico: "Non è più sostenibile l'appoggio a Monti a prescindere, occorre una riflessione seria sulla linea politica interpretata finora". Si fa sentire anche il presidente del Senato Renato Schifani per gettare acqua sul fuoco: "Gli scricchiolii sono caduti nel silenzio: dopo le parole di ieri di Monti e l'intervista di oggi di Alfano, che chiudono definitivamente ogni ipotesi di polemica".giovedì, 03 maggio 2012