26/03/2017

Il Pdl chiede di posticipare il voto. Berlusconi show: "L'Italia ha bisogno di me"

Il partito chiede un rinvio del voto al 24 febbraio o 3 marzo per non "generare caos per le elezioni all'estero". Berlusconi a Porta a Porta: "Italiani stanchi di me? Lo dimostreranno alle urne". L'obiettivo dell'ex premier? "Il 40%". E restano i dubbi sul "passo indietro" in favore di Monti.

Il Pdl chiede di posticipare il voto. Berlusconi show: "L'Italia ha bisogno di me"

Silvio Berlusconi

ROMA - "Avete bisogno di me e non mi astengo quando sento il dovere di prestare il soccorso a chi ha bisogno". Sono le prime parole di Silvio Berlusconi nella registrazione della puntata di 'Porta a Porta'. Subito dopo, a Bruno Vespa che gli chiedeva se gli italiani stanchi della politica potrebbero essersi stancati anche di lui, il presidente del Pdl ha replicato: "Lo dimostreranno con il voto. Ho avuto inviti pressanti a non lasciare che la situazione nel Paese che amo degradasse: se continua così aumenteranno i disoccupati, il governo dovrà aumentare le tasse e potremmo andare a finire come in Grecia, che è quasi una guerra civile". Tra i temi caldi dell'intervista, l'Imu, il rapporto con la Lega, e la possibile data del voto.

"ALLE URNE? TROPPA FRETTA". L'ultimo punto è certamente quello che più ha scaldato il dibattito politico. Perché la dichiarazione rilasciata a Vespa "tutta questa fretta di andare a elezioni è una forzatura inutile. Non capisco tutta questa fretta anche per la formazione delle liste elettorali", segue la richiesta formale avanzata dal settore elettorale del Pdl. Una nota del partito propone infatti un rinvio del voto "di una o due settimane", cioè al 24 febbraio o 3 marzo, altrimenti, sostiene il Pdl, "si può generare caos soprattutto per le elezioni all'estero". Mossa che gli oppositori mettono in relazione con la richiesta avanzata dallo stesso Pdl al Senato di più tempo per esaminare il testo della Legge di Stabilità, che ha già ritardato il suo iter e dovrebbe arrivare in Aula oggi. 

"CON MONTI CANDIDATO MODERATI, FAREI PASSO INDIETRO". A proposito ancora di elezioni, Berlusconi ha ribadito che "se Monti sciogliesse il dubbio e dicesse di essere disposto a fare il candidato premier di tutti i moderati io farei un passo indietro da candidato premier e sarei felicissimo. Lui avrebbe sotto di sè un Pdl che è sempre stato leale al governo tecnico e non gli ha mai votato contro. Monti ha un'antica considerazione in Europa, sono stato io a volerlo come commissario europeo. E' una personalità che viene fuori dal centrodestra ed è un liberale".

L'ACCUSA CASINI: "BERLUSCONI POPULISTA". Ma poco dopo, mentre ancora Berlusconi registrava la puntata, arrivano le parole del leader dell'Udc Casini: "Sono così persuaso che Berlusconi sia un leader populista che nulla ha a che fare con i moderati europei, che se non facessi il tifo per Monti, riterrei moralmente doveroso presentare la mia candidatura per evitare all'Italia nuove disavventure". 

E L'EX PREMIER: "OFFERTA A MONTI DECADE". "Ho offerto a Monti di essere federatore dei moderati, ma dopo quello che ha detto Casini si mette fine a questa possibilità. Non credo che a Monti convenga mettersi in un partito con Casini e Montezemolo, passerebbe da deus ex machina a piccolo protagonista della Repubblica". "Le mie due più grandi delusioni sono Fini e Casini. Tremonti ha le sue idee, ma non è confrontabile con questi due: sono due persone orride. Anzi, di più: orridissime".

"PER MONTI 3 POSSIBILITA': COLLE, P.CHIGI O UE".
"Monti può essere presidente della Repubblica se vincesse Bersani e si vorrebbe avere una copertura con l'Europa. Oppure potrebbe essere richiamato dal Capo dello Stato per salvare il paese se Bersani ne assumesse la guida portando l'Italia al disastro". E ancora, visto il peso che ha in Europa, puo' essere chiamato a fare il presidente della Commissione Ue".

"HO FATTO INVITARE MONTI A RIUNIONE DEL PPE".
"Sono stato io a suggerire di invitare Monti ai colleghi del Ppe che temono che l'Italia possa andare a sinistra come è successo per la Francia, dove molti scappano perché le tasse sono aumentate. Siamo stati noi insieme al Ppe ad invitarlo e ho pressato il presidente Martens perché si facesse l'invito a Monti per tenere insieme i moderati", ha dichiarato, chiamando a distanza la smentita dello stesso Martens.

"TASSI PIU' BASSI O USCIAMO DA EURO". "Se la Germania non si convince che la Bce deve fare la Banca centrale a tutti gli effetti, se non si abbassano i tassi e se non possiamo trovare il denaro saremmo costretti, anche se è un danno per l'Eurozona, a uscire dall'euro e a tornare alla nostra moneta per essere competitivi. Io sono anche un imprenditore e vedo il calo di pubblicità sui giornali e nelle aziende, cosa si deve fare? Oggi c'è una morsa su di noi che è data dal rafforzamento dell'euro e quindi i prodotti Ue sono meno convenienti e poi c'è il costo del denaro".

"CON POLITICHE AUSTERITY SITUAZIONE PEGGIORATA ".
"Nessuno dei grandi Paesi dell'Occidente avrebbe mai accettato quello che è successo da noi. Si è aperta una parentesi nella democrazia e si è messo un governo non eletto dai cittadini, ora per fortuna si vota. Questo governo ha adottato politiche austere che sono state ritenute giuste per non peggiorare la crisi. Io su questo, con tutta la scienza economica liberale, ho una posizione opposta. Con le politiche di austerity la situazione è peggiorata".

"PUNTO AL 40 PER CENTO".
 
"Io punto al 40%, avendo una montagna di argomenti, spiegando che in Italia non c'è alternativa alla mia proposta. Credo che se noi avremo la possibilità di spiegare a chi ci ha votato allora, potremo confermare il 37% delle scorse elezioni. Nei tre recenti focus al Nord, Centro e Sud su cento elettori, soltanto due hanno detto: 'Non ci sentiamo di rivotare per voi. Sì, se le cose stanno cosi' voteremo per voi' ".

"CON ME PDL HA RECUPERATO 4% CONSENSI".
"Già con la mia apparizione il mio partito è salito di 4 punti. Ho molto da recuperare", ha aggiunto, in merito alle presenze in tv. "Da quando non mi sono presentato al pubblico, noi abbiamo avuto un degrado nel consenso che ci ha allontanato molto dai numeri della sinistra. Ho ritenuto di tornare in base a sondaggi e focus secondo la cui indicazione io sarei in grado di far avere un numero di consensi più alto".

"RIMONTA PDL DIPENDE DA QUANDO ORE TV AVRO' ".
La rimonta del Pdl "dipende dalla quantità di ore tv che avrò a disposizione. Io ho un credito", ha affermato Berlusconi durante la registrazione di 'Porta a Porta', sottolineando: "Non sono mai stato in tv nell'anno, mentre il Pd ha usufruito di 124 ore a novembre. Primarie o non primarie, mi sembra che tutto si debba fare" per permettere di recuperare.

"LA LEGA SARA' CON NOI".
"Io penso che la Lega sarà con noi nella coalizione dei moderati, ne sono sicuro. Il contrario sarebbe illogico e un disastro per l'Italia e non credo che per la Lega possa esserci un'altra soluzione se non un'alleanza con noi. La Lega darà il supporto al Pdl e noi daremo il nostro supporto alla candidatura di Maroni in Lombardia. Se la Lega rimane da sola, resta isolata e non conta più nulla a livello nazionale".

"ABOLIREMO L'IMU". 
"Secondo i nostri calcoli, dall'Imu arrivano 3,8 mln di Euro così coperti: 1,8 mld reperiti con una tassa dai giochi pubblici; 1 mld con aumento dell'accisa sui tabacchi lavorati; 241,2 mln con l'aumento delle imposte sulla produzione di birra e prodotti alcolici; 500 mln su riordino dei trasferimenti alle imprese; 258,8 mln come addizionali sui diritti di imbarco, ovvero con 4 euro a passeggero. Il nostro è un convincimento profondo. La casa è sacra non si tocca. E' un pilastro per ogni famiglia che vuole costruirsi un futuro".

GIUSTIZIA: "SE AVRO' MAGGIORANZA FARO' RIFORMA". "Mi do come traguardo la riforma della giustizia e la potrò fare solo se gli italiani mi daranno la maggioranza perché ho passato due anni a trattare con Fini, Follini e Casini e non sono riusciti a trovare un compromesso positivo".

"DIMESSO PER IL BENE DEL PAESE". Sulle sue dimissioni dello scorso anno da presidente del Consiglio: "C'è stato un attacco di una forza assoluta da parte dell'opposizione di tutta la grande stampa italiana e di giornali di sinistra europei. Ho ritenuto che per il Paese sarebbe stato meglio che io mi dimettessi e mi sono messo da parte, dimostrando di non essere attaccato alle poltrone e al potere che di fatto non c'è".

mercoledì, 19 dicembre 2012