16/12/2017

I 60 anni di Nanni Moretti, moralista di talento

Lunedì 19 agosto il regista spegnerà 60 candeline. Appassionato di cinema, palla a nuoto e politica, con padre professore universitario di epigrafia greca e madre professoressa di lettere al ginnasio, Moretti nel 1978, dopo alcune iniziali esperienze cinematografiche, esce in sala con 'Ecce bombo'.

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I 60 anni di Nanni Moretti,
moralista di talento

Nanni Moretti

ROMA - Il regista Nanni Moretti lunedì compirà 60 anni. Lui il regista non sempre simpatico, un po' controcorrente, spesso critico nei confronti della società e per certi versi anche profetico in alcuni suoi film: basti pensare ad Hamesus Papam, il papa che si dimette dall'incarico. Proprio come è successo il 28 febbraio scorso con le dimissioni di Benedetto XVI. Lo abbiamo detto, il suo modo di fare le pulci agli altri, o meglio di fare il moralista, non suscita sempre molta simpatia. Impossibile, però, negarne il talento. Un po' come accade ai suoi personaggi sempre in cattedra, ammantati del loro sapere incontestabile, che li rende rigidi verso se stessi e gli altri. Partiamo dal film che lo ha lanciato, Ecce Bombo, con la critica del mondo giovanile borghese che guarda a sinistra, ma che si consola con la nutella, per arrivare alla messa in discussione di una generazione inetta e supponente su tutti i fronti possibili, fino alla denuncia squisitamente politica de 'Il Caimano'.

LE OPERE. L'unico film diverso della produzione 'La stanza del figlio'. Alla fine, insomma, se si guarda bene, è sempre Nanni, all'anagrafe Giovanni Moretti (Brunico, 1953), il vero protagonista dei suoi film ed è sempre lui a dispensare a più non posso il suo modo di vedere il mondo sullo schermo, come nella vita, tra ironia e distacco. Appassionato di cinema, palla a nuoto e politica, con padre professore universitario di epigrafia greca e madre professoressa di lettere al ginnasio, Moretti nel 1978, dopo alcune iniziali esperienze cinematografiche, esce in sala con 'Ecce bombo', film girato in 16 mm in presa diretta e presentato al Festival di Cannes. Famoso anche per una scena in cui viene accusato Alberto Sordi di qualunquismo, il film, con protagonista Michele Apicella (alter ego del regista che compare in ben cinque suoi film), mette in scena questo personaggio pieno di nevrosi, tic, insicurezze e saccenteria . Nel 1981 è la volta di 'Sogni d'oro', primo film girato in 35 mm, con il quale Moretti partecipa al Festival di Venezia conquistando il Leone d'Argento; nel 1984 esce 'Bianca' , commedia amara con una deriva in giallo, e, l'anno dopo, 'La messa è finita' in cui Moretti è un prete, don Giulio, (Orso d'argento al Festival di Berlino del 1986). Nel 1987 con Angelo Barbagallo fonda la Sacher Film, casa di produzione dedicata al cinema indipendente. La deriva politica sempre presente nei suoi film in forma indiretta, quasi familiare, diventa centrale in 'Palombella rossa' (1989) dove Moretti è ancora Michele Apicella funzionario del Pci che ha perso la memoria proprio come il partito in quegli anni. L'anno dopo realizza un documentario, La Cosa (così Occhetto parlava della necessaria trasformazione del Partito Comunista Italiano). Di scena le polemiche e i dibattiti dei militanti comunisti alle prese con la rivoluzione da fare nell'amato partito.

sabato, 17 agosto 2013