21/08/2017

Legge elettorale, Alfano: "No a Parlamento di nominati"

Nella maggioranza che sostiene il governo, Alfano rivendica: "Abbiamo vinto noi, il modello spagnolo è morto".

Legge elettorale, Alfano: "No a Parlamento di nominati"

Alfano

ANCONA - E' un Angelino Alfano in grande spolvero quello che si presenta ai 1.300 ragazzi del primo convegno nazionale dei giovami di Ncd, per rivendicare "il primo successo politico", cioè l'avere stoppato il sistema elettorale spagnolo che avrebbe messo all'angolo i partiti minori, anzi "avrebbe strangolato in culla" il giovane Nuovo Centrodestra. Invece no: "tentato infanticidio fallito".

A rendere così pimpante il vicepremier e ministro dell'Interno, l'accoglienza elettrizzante dei giovani del partito, riuniti per la prima volta a Pesaro, ma soprattutto il contatto costante con Matteo Renzi, con scambio di "vari sms di commento e analisi della situazione" - racconta durante la trasmissione 'In mezz'ora' - in vista dello "scambio di documenti e carte" in un faccia a faccia che potrebbe avvenire tra stanotte e domani. Alfano è talmente disteso che si permette di scherzare con Lucia Annunziata sul modello spagnolo 'modificato': "chiamiamolo pure Totò o Peppino". Però - ammonisce - "l'accordo non è ancora raggiunto, queste sono ore decisive". E dato che evidentemente il clima con gli alleati di governo (e con Renzi) sembra buono, concentra i suoi strali sulla storica visita di Berlusconi alla sede del Pd, per dire agli ex compagni di strada di Forza Italia che "hanno scelto la Canossa sbagliata, sarebbero dovuti andare alla casa dei moderati, del centrodestra".

Una mossa, quella del Cav, che "ci dà ragione su tutta la linea" quando Ncd è rimasto in maggioranza sulla base di un patto per le riforme, mentre i forzisti sono usciti, "per andare un mese e mezzo dopo, precipitosamente, dal Pd per fare un altro accordo sulle riforme. Se fossero rimasti con noi, si sarebbero risparmiati tante umiliazioni. Berlusconi ieri ha fatto marcia indietro dopo un errore clamoroso. Ben tornati tra i riformisti che lavorano per il bene dell'Italia". Il leader di Ncd paragona lo scenario politico attuale al film "Sliding doors": "immaginate cosa sarebbe successo con l'apertura di una crisi al buio, lo spread alle stelle, le elezioni e poi magari Renzi vincitore e un governo di sinistra-sinistra".

L'accordo non è stato ancora raggiunto e come in tutte le trattative bisognerà rinunciare a qualcosa. Ma Ncd ripropone i suoi quattro punti: l'indicazione chiara del leader della coalizione prima delle elezioni, l'esistenza delle stesse coalizioni ("no al partito unico per legge") con un premio di maggioranza, uno sbarramento "vero e serio", intorno al 4% e soprattutto lo stop al "Parlamento dei nominati". Un tema su cui insiste particolarmente, consapevole che alle liste bloccate e scelte dall'alto è legata la disaffezione della gente verso la politica e "la reazione anti casta".

No anche alle liste corte, pur sempre bloccate: per favore dateci la possibilità di scegliere il nostro deputato, così come si vota per il consigliere comunale e regionale o per l'eurodeputato". Quattro punti chiari, per ribadire: "non torniamo all'ovile perché non siamo pecorelle smarrite". Ncd - conclude Alfano tra i giovani che lo festeggiano sull'onda delle note degli U2 - è "una voce forte, abbiamo coraggio, idee, passione. E in solo due mesi siamo diventati la quarta forza politica in Italia".

 domenica, 19 gennaio 2014