30/09/2020

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Libia. Frattini: "Bello tornare in una Tripoli liberata"

Il ministro degli Esteri incontra i feriti di Bani Walid. Preso il portavoce di Gheddafi. Mandato di cattura per il figlio del colonnello Saadi Gheddafi, che si troverebbe in Niger.

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Libia. Frattini: "Bello tornare in una Tripoli liberata"

Franco Frattini

TRIPOLI - ''E' bello tornare in una Tripoli liberata''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini. Frattini ha incontrato all'aeroporto di Maitiga, a Tripoli, un gruppo di feriti del fronte di Bani Walid, che saranno trasferiti oggi in Italia per le cure necessarie. ''L'Italia vi accoglie in amicizia, avrete le cure necessarie. Buona salute e buona fortuna'', ha detto loro il capo della diplomazia italiana. Un C130 dell'aeronautica militare, organizzato dalla cooperazione italiana, prenderà a Tripoli 11 feriti, per poi fare scalo a Misurata e caricarne a bordo altri 14. I feriti saranno trasferiti in ospedali romani. Si tratta della seconda tranche di 25 persone, su un totale di 100, che saranno curati in Italia su richiesta del primo ministro del Cnt, Mahmud Jibril.

CNT.
Sul terreno il Cnt, che controlla quasi tutto il Paese, afferma di aver preso il controllo dell'aeroporto di Sirte, città natale di Gheddafi e una delle sue ultime roccaforti. E di aver arrestato, alle porte della città, il portavoce del colonnello, Moussa Ibrahim, uno dei volti più noti di quel che resta del regime in fuga. Su richiesta dello stesso Cnt, l'Interpol ha inoltre spiccato oggi un mandato di arresto internazionale per uno dei figli di Gheddafi, Saadi, accusato di "appropriazione indebita tramite la forza e l'intimidazione armata quando era a capo della federazione libica di calcio". Il rampollo dell'ex dittatore libico, con velleità da calciatore in Italia, è rifugiato in Niger che però ne "esclude per ora" l'estradizione.

LA SITUAZIONE SI STA NORMALIZZANDO. Frattini vola a Tripoli in una situazione che, si sottolinea alla Farnesina, "si va normalizzando, con le scuole aperte, meno file per il pane e il carburante, ma dove permangono difficoltà amministrative, in un Paese in cui non è mai esistito uno stato". Il ministro, accompagnato da una delegazione di imprenditori italiani, vedrà le massime autorità del consiglio nazionale transitorio, tra cui il presidente Mustafa Abdel Jalil e il 'premier' Mahmud Jibril, con il quale firmerà un memorandum di intesa. L'accordo fa seguito all'incontro con lo stesso Jibril, appena una settimana fa a margine dell'assemblea generale dell'Onu a New York, con il quale è stato creato un "comitato di coordinamento congiunto" con l'obiettivo di riattivare il trattato di amicizia italo-libico, non appena si sarà insediato un nuovo governo. Un nuovo governo che "dovrà essere inclusivo di tutte le componenti della Libia che hanno partecipato alla liberazione", è la posizione italiana, che - ha spiegato il portavoce della Farnesina Maurizio Massari - Frattini ribadirà ai suoi interlocutori.

IL VESCOVO DI TRIPOLI. Tra gli incontri che il ministro avrà a Tripoli, anche quello con il vescovo della capitale libica, mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, che ha lanciato un nuovo appello per la situazione "tragica" degli ospedali con "ancora numerosi feriti". Emergenza sulla quale l'Italia si sta già muovendo, ricorda la Farnesina: su richiesta di Jibril, 25 feriti libici sono stati trasferiti ieri da misurata a Roma, altri saranno portati in ospedali italiani nei prossimi giorni. "Incontrerò mons. martinelli - ha spiegato Frattini - poiché è necessario riprendere i rapporti e i contatti per la stessa sicurezza della comunità cristiana presente nel territorio libico".venerdì, 30 settembre 2011