25/09/2021

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Fini: "Taglio vitalizi? No quelli acquisiti solo futuri"

Per il presidente della Camera ordini del giorno inammissibili perché in contrasto con principi dell'ordinamento. E poi: "Forze politiche valutino conseguenze iniziative legislative".

Fini: "Taglio vitalizi? No quelli acquisiti solo futuri"

Gianfranco Fini

ROMA - Via libera della Camera al suo bilancio, con il taglio annunciato di 150 milioni di euro in tre anni. Ma è polemica sui vitalizi degli ex parlamentari. L'Italia dei valori vorrebbe impegnare l’Aula con un ordine del giorno ad abolirli da subito, trasferendo le pensioni degli ex deputati sotto la disciplina dell'Inps come per tutti i lavoratori. Ma Gianfranco Fini dice no a interventi retroattivi, sollecitando le forze politiche a intervenire per il futuro. Alla vigilia dell'approvazione a Palazzo Madama del bilancio del Senato (che porterà i tagli previsti dal Parlamento a un totale di 270 milioni), lo scontro tra il presidente della Camera e il partito di Antonio Di Pietro si consuma attorno all'ordine del giorno Idv che prevede la “soppressione immediata di ogni forma di assegno vitalizio” per deputati in carica ed ex parlamentari, con il passaggio a una gestione separata in seno all'Inps. L'attuale sistema, afferma Antonio Borghesi, è “un furto”, perché “nel caso meno fortunato” i deputati “versano 60 mila euro di contributi in 5 anni con la speranza di riceverne poi 400mila se maschi, 550mila se femmine” una volta in pensione.

DIRITTI ACQUISITI. Ma Fini dichiara inammissibile il voto sull'ordine del giorno, per una questione di metodo: l'odg non può “impegnare”, ma può solo “invitare a valutare” le modifiche. L'Idv, che contesta a Fini di aver cambiato le regole in corsa con una “forzatura politica”, non ci sta. E vota no all'intero bilancio (insieme con i deputati Radicali, che contestano la mancanza di trasparenza). Ma non di sola procedura si tratta. Il presidente della Camera nella conferenza dei capigruppo ricorda infatti come la Corte costituzionale stabilisca che non si può sopprimere i vitalizi già in essere e intaccare diritti acquisiti, ma solo intervenire per il futuro. E a tale proposito, come anche in materia di indennità, secondo Fini, potrà esserci una valutazione “delle forze politiche attraverso conseguenti iniziative legislative”.

COME L'INPS. Con gli ordini del giorno di maggioranza e Pd al bilancio intanto si conferma l'impegno assunto dagli stessi questori a definire una proposta per sostituire, a partire dalla prossima legislatura, “l'attuale istituto dei vitalizi con un nuovo sistema di tipo previdenziale, analogo a quello previsto per tutti i lavoratori”. E cioè anche i deputati dovranno seguire le regole dell'Inps. Ma (e questo è un punto su cui il consenso viene sottolineato in Aula con un applauso bipartisan) “non bisogna dimenticare - dice Pierluigi Castagnetti - che i vitalizi, come l'indennità, tutelano la funzione”, come previsto dalla Costituzione. Dunque, affermano in tanti, no alla demagogia, no ai tagli indiscriminati: bisogna distinguere i privilegi e gli sprechi, “su cui stiamo intervenendo da diversi anni”, dai “costi della democrazia”.

IDV IN TRINCEA. Con il voto degli odg al bilancio, passano altri principi che i questori dovranno introdurre nelle prossime misure. Dalla progressiva informatizzazione dei documenti, alla rendicontazione dei contributi ai gruppi parlamentari (su cui però i questori si riservano di acquisire i pareri dei gruppi), a valutare l'abolizione dei benefit degli ex presidenti. Fino a un più serrato controllo sulle spese per i collaboratori. Non passa il taglio drastico alle auto blu proposto dall'Idv, consentendone l'uso solo a presidente della Camera e segretario generale (votano sì Pd e Idv). E non passa neanche l'abolizione della Fondazione della Camera, voluta da Amedeo Laboccetta. Mentre arriva l'ok a un “progetto di reale sviluppo” della tv della Camera. Di Pietro, infine, si fa “convincere” da Pier Ferdinando Casini a dire no all'odg dei radicali che vorrebbe porre un termine all'incarico del segretario generale della Camera.

martedì, 02 agosto 2011