28/02/2020

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Il Brasile al voto

Sono 134 milioni i brasiliani chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente. La favorita è Dilma Rousseff, la candidata sostenuta dal presidente uscente Lula. Nella tornata elettorale verranno rinnovate anche le amministrazioni locali.

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Il Brasile al voto

Dilma Rouseff

RIO DE JANEIRO. C'è un clown, un immigrato italiano e un'ex guerrigliera marxista. Questi alcuni dei candidati a cui i brasiliani potranno dare il loro voto. Quasi 134 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per eleggere il presidente. Si vota anche per rinnovare due terzi del Senato e i governatori di 27 Stati, oltre alla Camera dei Deputati e alle assemblee regionali.

DILMA ROUSSEFF. Gli occhi del mondo sono puntati su Dilma Rousseff, l'ex guerrigliera marxista che diventerà la prima presidente donna del Brasile: l'ha scelta il presidente uscente, Louis Inacio Lula da Silva, che dopo due mandati deve fare almeno una pausa per ripresentarsi a un terzo. E la sua scelta ha avuto un'indiscutibile influenza sull'elettorato. Il Brasile è oggi l'ottava economia al mondo, cresciuta al ritmo del 7% all'anno. E' certo che la Rousseff continuerà le politiche avviate dal predecessore e gli sforzi con cui ha aiutato più di 20 milioni di persone a uscire dalla soglia di povertà. Sono nove i candidati in corsa ma la Rousseff, guerrigliera marxista sotto la dittatura di trent'anni fa, poi ministro dell'energia di Lula e poi capo di gabinetto del presidente, è la super-favorita.

UN PO' D'ITALIA. A sfidare la Rouseff c'è anche un immigrato italiano. Si chiama José Serra. Per lui, 68 anni, è il secondo tentativo alla presidenza. Era già stato sconfitto nel 2002 dall'allora candidato Lula. Nato a San Paulo nel 1942 Serra è figlio di un immigrato italiano, Francesco Serra, originario di Corigliano Calabro, e di una brasiliana figlia di immigrati italiani. Di umili orgini riuscì a studiare iniziando una militanza nel Partito comunista. Con il golpe militare scappo in Bolivia e in Francia, inizio di una vita molto segnata dall'esilio. Tornato definitivamente in Brasile nel 1977, dopo 14 anni all'estero, iniziò una carriera politica che lo ha portato a essere ministro della Sanità nel 1998 e poi governatore dello Stato di san Paulo.

IL VOTO. Per domani l'unico dubbio che rimane è se la Rousseff (che l'opposizione irride come "il generico di Lula") abbia i voti sufficienti (il 50%) per esser eletta da subito o se sarà necessario andare al secondo turno, il 31 ottobre.  E mentre Lula si dice fiducioso ("Dilma ha tutte le caratteristiche per vincere già domenica"), il governo già prepara la festa della vittoria. In tutto alle elezioni di domani scendono in campo 22.570 candidati, nove dei quali aspirano alla presidenza, 171 alla carica di governatore, 273 al senato, 6.026 ad essere deputati federali e 15.280 a diventare deputati regionali.

UN CLOWN. C'è anche un "clown" candidato nelle liste del Congresso brasiliano. Si chiama Tiririca e i suoi spot vestito da pagliaccio stanno spopolando su Youtube.

sabato, 02 ottobre 2010Aggiornato:domenica, 03 ottobre 2010, 07:42