08/12/2021

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Perez Esquivel: "Bergoglio vittima dittatura, non complice"

Le parole di Adolfo Perez Esquivel, pacifista argentino, ricevuto oggi da Papa Francesco. Perez Esquivel ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1980 per la sua lotta contro la dittatura militare di Videla. Il Papa ha ricevuto anche il patriarca di Baghdad.

Perez Esquivel: "Bergoglio vittima dittatura, non complice"

Adolfo Pérez Esquivel

CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza il pacifista argentino Adolfo Perez Esquivel, insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1980 per la lotta contro la dittatura militare nel suo Paese. "Jorge Mario Bergoglio - dice Perez Esquivel in un'intervista a Luigi Sandri e Gianni Novelli al mensile 'Confronti' che apparirà nel numero di aprile - fu una delle tante vittime della dittatura, non un complice. Essere complice, infatti, significa aver collaborato con la dittatura come fecero in effetti alcuni vescovi". "Faccio notare che Bergoglio - prosegue Esquivel nell'intervista -, a quel tempo, non era vescovo, ma solamente superiore provinciale dei gesuiti in Argentina. E' anche vero che egli non ebbe il coraggio, come lo ebbero altri sacerdoti, religiosi, religiose, e anche vescovi, di porsi alla guida di coloro che lottavano per i diritti umani; questo non lo fece. Mi consta però che egli cercò di protestare per la violazione di questi diritti. Dobbiamo comunque collocare questi fatti nel clima tremendo di quell'epoca di dittatura militare".

CHI E' ESQUIVEL. Pacifista originario di Buenos Aires, Adolfo Maria Pérez Esquivel. ha vinto il premio Nobel per la Pace per le sue denunce contro gli abusi della dittatura militare argentina negli anni '70. E' un artista, ha al suo attivo studi presso l'Escuela Nacional de Bellas Artes e l'Universidad Nacional de La Plata, dove è diventato architetto e scultore. Insegna per 25 anni, dagli anni '60 collabora con alcuni gruppi pacifisti di cristiani latinoamericani. Nel '74 lascia la scuola per dedicarsi all'assistenza ai poveri e alla lotta contro le ingiustizie sociali e politiche. Dopo il colpo di Stato di Jorge Rafael Videla, contribuisce alla formazione di 'El Ejercito de Paz y Justicia', un'associazione di difesa dei diritti umani che si occupa anche di assistere le famiglie delle vittime del regime e della guerra delle Falkland. Arrestato nel '75 dalla polizia brasiliana e incarcerato in Ecuador l'anno dopo, Pérez Esquivel nel '77 viene fermato dalla polizia argentina, che lo tortura e lo tiene in stato di fermo per 14 mesi senza processo. Mentre si trova in prigione, riceve il Memoriale della Pace di Papa Giovanni XXIII. Nel 1980 l'attivista viene insignito del Premio Nobel per la Pace per il suo impegno contro la dittatura della giunta militare ed in favore dei diritti umani. Pubblica nel '95 il libro autobiografico 'Caminando junto al Pueblo' e nel '99 riceve anche il Premio Pacem in Terris, riconoscimento assegnato dalla Chiesa cattolica dal '64, in onore dell'omonima enciclica scritta dal 'Papa buono' nel '63, forte richiamo al valore della pace in un mondo diviso dalla Guerra fredda tra capitalismo e socialismo. Il documento fu criticato dagli ambienti più conservatori, che lo considera vicino ai valori del comunismo, ribattezzandolo 'Falcem in terris'. Dal 2003 Pérez Esquivel è presidente della Lega internazionale per i diritti umani e la liberazione dei popoli. È inoltre membro del Tribunale popolare permanente.


TELEGRAMMA A PAPA, CONGRATULAZIONI DA AL AZHAR. Il gran imam di al Azhar, Ahmed el tayyeb, ha inviato un messaggio di congratulazioni a papa Francesco nel quale auspica ''un mondo pieno di cooperazione e amore per assicurare valori comuni e mettere fine alla cultura dell'odio e della diseguaglianza''. Nel telegramma, spedito ieri, el Tayyeb fa le congratulazioni anche ''ai fratelli cattolici di Occidente e Oriente'' per la loro scelta, auspicando che il nuovo pontificato contribuisca ad una ''epoca positiva per tutti i popoli in un mondo che cambia sempre e che ha bisogno di stabilita' e di pace''. Il messaggio e' un primo segnale di disgelo, dopo la rottura completa del dialogo fra al Azhar e il Vaticano due anni fa in seguito ad alcune dichiarazioni di Benedetto XVI sulla necessita' di proteggere i cristiani in Medio Oriente dopo l'attentato alla chiesa copta di Alessandria d'Egitto nella notte di capodanno del 2011. ''Si tratta di un primo passo avanti, ora vediamo la risposta'', fa sapere una fonte qualificata di al Azhar. ''Se riceviamo una risposta positiva per l'Islam, il dialogo puo' ripartire'', ha sottolineato.

PAPA A PRIMATE ANGLICANO, NON VEDO L'ORA DI INCONTRARLA. Il Papa ha inviato un messaggio al primate anglicano Justin Welby,in occasione della cerimonia di intronizzazione nella Cattedrale di Canterbury. ''Non vedo l'ora di incontrarla nel prossimo futuro e di continuare le calde fraterne relazioni di cui hanno goduto i nostri predecessori - ha scritto - Le assicuro le mie preghiere mentre assume la sua nuova responsabilita', e le chiedo di pregare per me mentre io rispondo alla nuova chiamata che il Signore mi ha rivolto''.

giovedì, 21 marzo 2013