22/10/2021

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Tutti salvi i 33 minatori. Il Cile in festa

Incubo finito per i 33 uomini intrappolati dal 5 agosto scorso a 700 metri di profondità. L'ultimo a veder la luce, il capoturno Luis Urzua alle 2:55 ora italiana. Il presidente Pinera ha sigillato la miniera chiudendo simbolicamente 70 giorni di angoscia.

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Tutti salvi i 33 minatori. Il Cile in festa

L'abbraccio di Pinera ai minatori

COPIAPO’ (CILE) - L'incubo è finito e il Cile è in festa per il salvataggio dei 33 minatori che per 70 giorni sono sopravvissuti a circa 700 metri di profondità. E il mondo festeggia con loro quella che rimarrà nelle cronache come la maggiore e più coraggiosa operazione di salvataggio sotterraneo della storia. Sembra che un miliardo di persone in tutto il pianeta siano rimaste incollate ai teleschermi per seguire passo passo le operazioni di salvataggio.

TUTTI IN SALVO. L'ultimo minatore ad essere recuperato è stato Luis Urzua, 54 anni, il caposquadra diventato il "capitano" del gruppo, tornato in superficie alle 21.55 locali (2.55 in Italia), poco meno di 22 ore dopo il primo, Florencio Avalos. Nel momento in cui la capsula lo ha riportato in superficie, 33 palloncini con i colori del Cile sono stati lanciati in cielo sopra "Campo Speranza", dove dal 5 agosto scorso, quando una frana intrappolò i lavoratori a oltre 600 metri di profondità, i parenti li hanno atteso con trepidazione.

L'INNO CILENO.
"Grazie a tutto il Cile e a tutte le persone che ci hanno aiutato. Sono fiero di vivere qui", ha detto Urzua appena uscito dalla capsula. Tornato in superficie il caposquadra ha abbracciato a lungo il presidente Sebastian Pinera, che si è congratulato con lui "per avere ottemperato al suo dovere di capitano, uscendo per ultimo". I due uomini e tutti i soccorritori hanno quindi intonato l'inno cileno, portandosi il casco di minatore sul cuore. Subito dopo la frana, Urzua era divenuto il leader del gruppo: su di lui era gravato il compito di mantenere viva la speranza nei compagni durante i 17 giorni in cui non c'erano contatti con i soccorritori guadagnandosi il rispetto degli altri, che hanno sempre seguito le sue indicazioni. Nella capitale Santiago, 800 chilometri più a sud, un concerto di clacson ha salutato il salvataggio del 33esimo minatore.

"MISSIONE COMPIUTA". L'arrivo in superficie del trentatreesimo minatore, è stato seguito da quello dei sei soccorritori che si erano coraggiosamente calati per coordinare, all'interno della miniera di San Josè, la risalita dei 33 uomini intrappolati dal 5 agosto. Proprio loro, prima di tornare in superficie, hanno lasciato all'interno della miniera, un cartello con su scritto "Missione compiuta Cile".

PINERA SIGILLA IL POZZO DI SAN JOSE’. Il presidente cileno Pinera, ha sigillato il pozzo di San Josè, mettendo simbolicamente fine all'incubo. Un gesto che mette la parola fine pone fine a due mesi di sofferenze e attesa per le famiglie dei minatori come ormai per tutto il Paese.

IL SALVATAGGIO. Le operazioni dello storico salvataggio sono state eseguita in forma impeccabile e senza alcun intoppo da un'equipe di soccorritori e geologi che, con la loro capacità tecnica, hanno fatto da degno contraltare alla pazienza e allo spirito di solidarietà mostrato dalla squadra di minatori in fondo al tunnel. I soccorritori per 53 giorni hanno messo in campo tre piani alternativi per arrivare al luogo dove avevano trovato rifugio i minatori: è stato alla fine usato il "piano B" che, dopo quasi 24 ore di lavoro senza sosta, si è concluso con i minatori sani e salvi in superficie. Come ha titolato un quotidiano cileno parafrasando il biglietto con cui i minatori annunciarono al mondo che erano ancora vivi, "Estan todos bien, en la superficie los 33!".

Leggi:

Il film del salvataggio

Florencio, il primo a vedere la luce

I primi a tornare in superficie

Così funziona la capsula

Chi sono i minatori?

Le prime immagini: "Sono vivi"

Il giorno della tragedia

giovedì, 14 ottobre 2010