17/05/2012

La scure di Fitch sull'Italia. Ma l'asta dei bot fa il pieno

Venerdì intenso per l'economia italiana. Prima buone notizie dalla vendita dei titoli di Stato, con i tassi semestrali sotto il 2%. Poi il declassamento dell'agenzia di rating. Ma Monti resta sereno.

La scure di Fitch sull'Italia. Ma l'asta dei bot fa il pieno

La scure di Fitch sull'Italia

ROMA - L'Italia fa di nuovo il pieno nell'asta di titoli collocati con tassi in calo sotto il 2% e i mercati che mostrano sempre più fiducia nell'operato del governo Monti, ma ciò non basta ad evitare la scure di Fitch. L'agenzia di rating abbatte di due gradini il giudizio sui titoli di Stato italiani, portandolo ad A- da A+ con outlook negativo e seguendo dunque l'esempio di Standard & Poor's. La mossa di Fitch però non preoccupa il premier Monti. "Fitch? Da parte mia una distaccata serenità", ha commentato il presidente del Consiglio, aggiungendo che l'agenzia "rileva cose non nuove e non condanna le attuali politiche" del governo. E in effetti l'agenzia riconosce che solo "il forte impegno" del governo Monti "sui conti pubblici e sulle riforme ha evitato un taglio più severo del rating".

GLI ALTRI DECLASSAMENTI. Il downgrade dell'Italia riflette la situazione di un "livello elevato del debito pubblico e un basso tasso di crescita che hanno reso il Paese particolarmente vulnerabile", spiega Fitch, sottolineando che a preoccupare è l'aumento dei costi di finanziamento "con l'ampliamento del divario fra tassi di interesse e crescita economica che comporta implicazioni negative sulla dinamica del debito pubblico". Insieme all'Italia sono state declassate anche la Spagna, il Belgio, la Slovenia e Cipro. Anche per questi Paesi l'outlook è negativo. La giornata per l'Italia era tuttavia iniziata nel migliore dei modi. Nell'asta della mattinata il Tesoro ha piazzato di nuovo il massimo ammontare di titoli che si era prefissato, undici miliardi di bot, e spuntando tassi decisamente più bassi rispetto ai mesi scorsi. Nel dettaglio, via XX settembre ha venduto otto miliardi di bot semestrali offrendo un rendimento inferiore al 2% per la prima volta da giugno dell'anno scorso e pari all'1,969%, in forte calo dal 3,251% pagato per vendere gli stessi titoli nell'asta del 28 dicembre e in picchiata dal rendimento record del 6,5% offerto a novembre, all'apice della crisi.

L'ASTA DEI TITOLI. La domanda è stata pari a 1,35 volte l'importo offerto contro 1,69 dell'ultima asta. Il Tesoro ha anche assegnato tre miliardi di bot flessibili a 331 giorni con un rendimento del 2,214% e richieste pari a 1,821 volte l'offerta. "L'asta è andata bene, si conferma una tendenza al ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato e dunque un ritorno di fiducia verso l'Italia da parte dei mercati", commentano gli operatori di Borsa. Il risultato del collocamento ha spinto ulteriormente al ribasso lo spread. La forbice tra il btp a dieci anni e il bund tedesco si è ristretta in chiusura a 404 punti con il rendimento in calo sotto la soglia del 6% al 5,90%.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI. In flessione anche i tassi sui titoli a breve e medio termine. Il rendimento del btp a due anni è calato fino al 3,49%, toccando il livello più basso dal 2 settembre scorso, prima di attestarsi al 3,56% mentre quello del quinquennale è sceso al 4,77%. L'Italia ritornerà sui mercati lunedì con un'asta di btp a cinque e dieci anni.sabato, 28 gennaio 2012