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Treviso, caporeparto assassinato in azienda
La vittima si chiamava Emanuele Simonetto, 50 anni, incensurato. Lavorava in un'azienda specializzata nella verniciatura di mobili.

L'uomo freddato davanti alla sua azienda
TRE COLPI DI ARMA DA FUOCO. L'uomo ha sparato due, forse tre colpi: il primo ha bucato il parabrezza raggiungendo Simonetti al torace. Benché ferito, quest'ultimo è uscito dall'auto tentando di fuggire, ma è stato raggiunto e colpito nuovamente da un secondo colpo di pistola a un fianco. I carabinieri lo hanno trovato disteso sull'asfalto, quasi dietro la ruota posteriore dell'auto, che aveva ancora la portiere del lato guida aperta e ferma al centro del piazzale dell'azienda. L'unico testimone è un operaio di una ditta accanto alla Mistral che ha sentito distintamente dei colpi secchi che, in un primo momento, ha pensato fossero petardi, ma quando si è affacciato alla finestra ha visto il corpo di un uomo a terra.
LE INDAGINI. L'operaio non avrebbe visto nessuno e nemmeno avrebbe udito un'auto allontanarsi. Nella zona industriale, a quell'ora, la maggior parte delle ditte sono già chiuse. I carabinieri per tutta la sera hanno sentito amici, familiari e colleghi della vittima e ritengono che l'omicidio possa essere maturato nell'ambito della vita privata di Simonetti, divorziato da una decina d'anni e con alle spalle più di un rapporto sentimentale. Non sarebbero emersi, al momento, tensioni nell'ambiente di lavoro e tantomeno fatti significativi dall'indirizzare gli inquirenti verso una pista precisa.mercoledì, 08 febbraio 2012