27/06/2017

25 aprile. Napolitano: "No all'antipolitica e ai demagoghi"

Il Capo dello Stato a Pesaro per la Festa della Liberazione: "I partiti ritrovino slancio ideale, ci si impegni per estirpare il marcio. Servono nuova legge elettorale e riforma sul finanziamento ai partiti".

25 aprile. Napolitano: "No all'antipolitica e ai demagoghi"

Giorgio Napolitano

PESARO - Napolitano è certo che "gli italiani abbiano sufficiente intelligenza per non abbandonarsi a nessun pessimismo". Rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia dovesse rassegnarsi a un pessimismo leopardiano, ha invitato a "non scomodare Leopardi, perché qui si parla di pessimismo e ottimismo concreti rispetto ai problemi e al futuro dell'Italia. E conoscendo gli italiani so che troveranno in se stessi le menti e le risorse necessarie per garantire il futuro del Paese".

A PESARO PER LA FESTA DELLA LIBERAZIONE. "Ci si fermi a ricordare e a riflettere prima di scagliarsi contro la politica. I partiti facciano la propria parte, si rinnovino per non dare fiato alla cieca sfiducia contro i partiti e a qualche demagogo di turno". Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, a Pesaro per le celebrazioni del 67° anniversario della Liberazione, ha difeso con forza il ruolo della politica, che deve "rigenerarsi", ma ha anche sferzato i partiti a rinnovarsi e porre rimedio legislativo al proprio sistema di finanziamento pubblico, e a varare una nuova legge elettorale da qui al termine della legislatura.

"ESTIRPARE IL MARCIO".
"I partiti non sono il fattore inquinante. Nulla ha potuto e può sostituire il loro ruolo nel rapporto con le istituzioni democratiche", ha aggiunto il presidente della Repubblica. "Occorre impegnarsi perché dove si è creato del marcio venga estirpato, perché i partiti ritrovino slancio ideale, tensione morale, capacità nuova di proposta e di governo. Non esitino e non tardino i partiti a muoversi concretamente per fare le riforme che la gente attende: come quella sul finanziamento ai partiti con nuovi criteri e limiti".

"LEGGE ELETTORALE CHE RIDIA SCELTA". "Oggi si sono create condizioni più favorevoli per le riforme. Ed anche per definire norme che sanciscano regole di trasparenza e democraticità nella vita dei partiti compresi nuovi criteri, limiti e controlli per il loro finanziamento, e per varare - ha sottolineato il capo dello Stato accolto da una valanga di applausi - una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere i loro rappresentanti, e non di votare dei nominati dai capi dei partiti". Giorgio Napolitano ha riconosciuto come oggi siano cadute "non solo vecchie contrapposizioni ideologiche ma anche forme di sorda incomunicabilità tra opposte parti politiche". Un clima favorevole per "concordare in Parlamento soluzioni che sono urgenti, anzi indilazionabili".

"FIDUCIA E UNITA' PER USCIRE DA CRISI".
 "Rinnovamento, fiducia ed unità sono le condizioni per guardare positivamente a tutti i problemi economici e sociali che ci assillano e che presentano aspetti drammatici per le famiglie in condizioni più difficili, per chi rischia il posto di lavoro e per i giovani. La festa della liberazione è la festa della riunificazione dell'Italia. Dinanzi alla crisi che ha investito l'Italia e l'Europa, abbiamo bisogno di attingere alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla Resistenza e abbiamo bisogno della politica come impegno inderogabile".

BAGNO DI FOLLA A PESARO.
Bagno di folla per il presidente a Pesaro dove, al termine del suo discorso per le celebrazioni ufficiali del 25 aprile, Napolitano si è avvicinato ai bambini che erano in prima fila, firmando con la sua stilografica le bandierine tricolori che gli porgevano. Napolitano è stato salutato con generosi applausi dalla folla e frasi affettuose: "Presidente non ci lasci", "Tenga duro", "Ci è rimasto solo lei". Il capo dello Stato ha risposto sorridendo ed alzando le braccia.

"DA QUI NASCE PATTO UNITA' NAZIONALE". "Dai caduti garibaldini del 1849 prima, e dai caduti Partigiani di un secolo dopo, si trae il senso della continuità dell'impegno e del patto più solenni che ci legano, il patto dell'Unità nazionale. Perché la festa della Liberazione è anche festa della riunificazione dell'Italia brutalmente divisa in due, dopo l'8 settembre del 1943, dall'occupazione tedesca. Per questo bisogna continuare a rievocare e trasmettere la storia perché ci sono ricordi ed avvenimenti che non devono mai cessare o attenuarsi nella memoria, perché non si disperdano insegnamenti ed esempi di cui abbiamo ancora oggi avuto bisogno".

"IL VENTENNIO INTOSSICO' COSCIENZE E POLITICA". L'Italia poté rinascere dopo un ventennio che "intossicò" le coscienze e la politica, grazie alla liberazione che permise a molti giovani di avvicinarsi alla politica "non  considerandola qualcosa di sporco, ma vedendo la cosa pubblica come affare di tutti", ha ricordato il presidente della Repubblica a Pesaro per il 25 aprile.

mercoledì, 25 aprile 2012Aggiornato:mercoledì, 25 aprile 2012, 19:18