20/01/2019

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Cesare Battisti, dalla condanna per omicidio alle richieste di estradizione

Cesare Battisti, dalla condanna per omicidio alle richieste di estradizione

Cesare Battisti

ROMA - Cesare Battisti nasce a Sermoneta, in provicnia di Latina, il 18 dicembre 1954. L'ex terrorista rosso è stato condannato in contumacia all'ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per aver commesso quattro omicidi in concorso durante gli "Anni di piombo". La prima fase della sua latitanza venne trascorsa in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand. Arrestato in Brasile nel 2007, Battisti è detenuto in carcere a Brasilia. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annuncia il rifiuto dell'estradizione in Italia. Della questione viene investita la Corte costituzionale brasiliana che l'8 giugno 2011 rifiuta definitivamente l'estradizione.
Battisti è tornato in libertà. Molto probabilmente rimarrà in Brasile, ha fatto sapere il suo avvocato.

L'ARRIVO IN BRASILE. L'uomo è arrivato nella città brasiliana di Fortaleza nell'ottobre 2004, dopo una lunga latitanza in Francia. Battisti, 54 anni, ex appartenente ai Proletari armati per il comunismo, è stato condannato in contumacia all'ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per quattro omicidi compiuti in concorso con altri terroristi durante gli 'Anni di piombo', tra cui l'assassinio del gioielliere Pierluigi Torregiani. 

IN FRANCIA BENEFICIA DELLA "DOTTRINA MITTERAND". Nella sua lunga latitanza in Francia, dove ha beneficiato della cosiddetta 'dottrina Mitterrand', Battisti ha pubblicato alcuni romanzi noir ed è diventato amico di molti scrittori francesi, tra cui Fred Vargas che ha organizzato una campagna in suo favore e ha dedicato alla sua storia un libro, inedito in Italia. 

Il 30 giugno 2004, le autorità francesi hanno concesso l'estradizione di Battisti in Italia. L'ex terrorista era però riuscito a fuggire da Parigi e a sbarcare a Fortaleza, in Brasile, località balneare con una forte presenza di italiani. Battisti è stato fermato a Rio de Janeiro il 18 marzo 2007, durante un'operazione congiunta dell'Interpol con la collaborazione delle polizie italiana, francese e brasiliana, ed è rinchiuso in un carcere comune a Brasilia. L'Italia ne ha chiesto l'estradizione.

Il 28 novembre 2008, il Comitato brasiliano per i rifugiati (Conare), l'organo che giudica le richieste d'asilo politico in prima istanza, ha respinto per tre voti a due la richiesta di Battisti. Nel dicembre 2008, i legali dell'ex terrorista hanno fatto appello al ministro della Giustizia Tarso Genro, che è stato un militante di estrema sinistra durante la dittatura militare. Nel gennaio 2009 Genro ha concesso l'asilo politico a Battisti, sulla base di ''fondati timori di persecuzione per le sue idee politiche'' se dovesse essere estradato, e il presidente Lula ha appoggiato pubblicamente la decisione. Decisione che è stata confermata l'8 giugno 2011 dal Supremo tribunal federal brasiliano, la Corte Costituzionale brasiliana.

giovedì, 09 giugno 2011