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Uccide la moglie e si spara davanti alle figlie
Tragedia famigliare nel capoluogo siciliano: un uomo di 39 anni ha preso l'arma di servizio, l'ha puntata al petto della moglie e ha fatto fuoco, per poi spararsi alla tempia davanti alle figlie di 6 e 12 anni. La maggiore ha poi avuto il coraggio di chiamare i carabinieri.

Carabinieri
PALERMO - Un raptus di follia, poi l'omicidio della moglie e il suicidio davanti agli occhi delle figlie di 6 e 12 anni. L'ennesima tragedia famigliare consumatasi tra le mura domestiche è avvenuta a Palermo. Protagonisti, un carabiniere di 39 anni e la moglie, due coniugi che tentavano di mantenere i rapporti sereni nonostante la separazione.
IL RAPTUS. Quando il carabiniere si è sparato alla tempia è morto subito, la moglie poco dopo. La figlia maggiore, 12 anni soltanto ha avuto il coraggio di chiamare il 118. Ma ormai i genitori erano già morti, nell'alloggio di una caserma dell'Arma in cui, dopo la separazione, la madre viveva con le due figlie, mentre il padre aveva deciso di trasferirsi nella camerata dello stesso edificio. Le due ragazzine sono state affidate a una psicologa e sono sotto choc. Un dramma assurdo, quello della coppia, che nessuno poteva prevedere.
LA SEPARAZIONE. I rapporto tra il carabiniere e la moglie, secondo i conoscenti, erano sereni. La decisione di separarsi era stata presa di comune accordo. Già sei anni fa i due erano arrivati vicini a una rottura. Poi c'era stata una riconciliazione ed era nata la seconda bambina. Ma un anno fa la coppia aveva preso atto che il rapporto non andava più. Così i coniugi si erano rivolti a un ex collega del militare diventato avvocato per avviare la separazione. Era lui a curare la causa. Sarà la Scientifica dei carabinieri, ora, a ricostruire la dinamica precisa dell'omicidio-suicidio, anche se a chiarire cosa abbia provocato il raptus nel militare potranno solo essere le due bambine, testimoni del dramma familiare. Gli inquirenti le sentiranno nelle prossime ore con l'assistenza della psicologa.