Cronaca
-
No tav. Senatori del Pd 'assediati' a Bussoleno
-
Uomo sulla cupola di San Pietro:"No all'euro"
-
Processo trattativa, primo sì della Corte alla testimonianza del capo dello Stato
-
Pm: condannare Fiorito a 5 anni
-
Incidente stradale nel modenese, distrutta un'intera famiglia
-
Courmayeur, paura per la frana.
Trentino, allerta valanghe -
Incidente al porto di Genova, oggi i funerali della nona vittima
-
Lei lo lascia, lui la ustiona con l'acido e le dà fuoco
-
Agguato a Bari: 3 morti, uno è il figlio del boss
Processo Ruby, parlano le ragazze 'pentite'. Atteso Berlusconi
Nel procedimento milanese a carico dell'ex presidente del Consiglio è il giorno delle testimoni chiave dell'accusa: le giovani ospiti 'pentite' dei presunti festini a luci rosse nella villa di Arcore.

La 18enne Ruby e il capo del governo Berlusconi
MILANO - Riprende a Milano il processo sul caso Ruby. L'imputato, l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che deve rispondere di prostituzione minorile e concussione, è atteso in aula. Parleranno ai giudici le testimoni chiave dell'accusa, le ragazze 'pentite' che hanno preso parte ai presunti festini a luci rosse che si sono svolti all'interno di Villa Certosa e villa San Martino, residenze sarda e milanese del leader del Pdl.
LE TESTIMONI. Il pubblico ministero Antonio Sangermano ha citato come testimoni Maria Makdoum, la danzatrice del ventre di origine araba che durante le indagini ha raccontato agli inquirenti quel che avrebbe visto a Villa San Martino durante la serata del 12 luglio de 2010, le due ex miss Ambra e Chiara e Imane Fadil, tre delle cinque ragazze che si si sono costituite parte civile nel processo nato dalla stessa inchiesta ma a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Il pm ha anche convocato Diana Maria Osorio Iriarte, amica di Ruby, e anche un'altra ragazza, Natascia Teatino, affinché spieghi ai giudici quanto sarebbe accaduto il 6 gennaio 2011 nella residenza milanese dell'ex premier, durante la quale, ha detto, era pronta a tutto "ma non al bunga bunga".
"RUBY POTEVA VENDICARSI CON DEI VIDEO". La prima a essere sentita è stata la Fadil, che ha riferito di confidenze che le avrebbe fatto Barbara Faggioli, showgirl coinvolta nell'inchiesta: "Mi disse che Ruby poteva vendicarsi, perché aveva video e foto molto compromettenti sulle feste, che avrebbero fatto un gran casino e avrebbero provocato problemi a Silvio Berlusconi; lei, la Faggioli, era dalla parte di Berlusconi che, a suo dire, era stato corretto mentre Ruby era stata scorretta". Secondo la ragazza marocchina, fu la stessa Faggioli a riferirle che Ruby non fu più invitata da Berlusconi alle serate di Arcore dopo l'arresto e la telefonata per rilasciarla "a causa di quei video compromettenti e perché [l'allora premier, ndr] aveva scoperto che era minorenne".
"BALLETTO SEXY DELLA MINETTI". La giovane teste ha raccontato poi dei balletti eseguiti dal consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti e dalla Faggioli "travestite da suore" davanti all'ex premier: "Eravamo in piedi, stavamo prendendo da bere al bar, la Faggioli stava facendo una performance nella saletta del 'bunga bunga', dopo dieci minuti scomparve con la Minetti, poi si presentarono con una tunica nera, una croce e un copricapo bianco e fecero una performance che non mi sarei mai aspettata, cioè 'Sister act', ballarono, si dimenarono e si tolsero la tunica, restando solo con l'intimo".
IL CARTONE SATIRICO SU FINI. "Verso la fine di agosto 2010, ad Arcore Berlusconi mi mostrò da un iPad un cartone animato satirico che ritraeva il presidente della Camera Gianfranco Fini 'deformato', sul wc; era il periodo della vicenda sulla casa di Montecarlo", ha detto ancora ai giudici Imane Fadil. Rispondendo al pm sul perché questa circostanza non fosse stata rivelata nell'interrogatorio durante le indagini preliminari, la Fadil ha detto: "Perché avevo paura, ho paura, sono terrorizzata".
L'EX QUESTORE E I POLIZIOTTI. Il 20 aprile sono attesti invece in aula l'ex questore di Milano Vincenzo Indolfi, il capo di gabinetto Piero Ostuni e gli altri poliziotti che ebberoa che fare con Karima El Mahroug, cioè Ruby 'Rubacuori', durante la notte tra il 27 e il 28 maggio di due anni fa, quando venne trattenuta negli uffici di via Fatebenefratelli perché accusata di furto alla sua coinquilina e subito rilasciata in seguito all'intervento della Presidenza del Consiglio e a una telefonata dello stesso Berlusconi.
lunedì, 16 aprile 2012