25/09/2021

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Continuare insieme

Il family business oltre il passaggio generazionale. Esiste un’alternativa: l’azienda può «restare in famiglia» aprendosi e rinnovandosi. Passando dall’io al noi. Vediamo come.

Continuare insieme

Continuare insieme

ROMA - In un tessuto imprenditoriale globale dove il cambiamento è la regola e dove è costantemente a rischio la continuità del sistema (organizzazione, impresa, società), l’unica possibile risposta è quella di scrivere una nuova narrazione, intergenerazionale, insieme. E' questo lo spirito che ha mosso la penna di Alessandro Scaglione, esperto di imprese familiari, dove ha lavorato come dirigente al fianco di diversi imprenditori. Laureato in Ingegneria Gestionale, con un master in General Management al MIP del Politecnico di Milano, nel suo nuovo libro "Continuare insieme" - Il Family Business oltre il passaggio generazionale - Alessandro Scaglione mette nero su bianco tutta la sua esperienza nel diffondere un approccio distintivo al Family Business per fare scelte imprenditoriali consapevoli creando valore e riconoscimento da parte di tutti gli stakeholders.

- Scaglione perchè un libro sulle imprese familiari in pieno lockdown?

"La colonna portante della nostra economia tricolore è rappresentata da PMI familiari, ma solo 15 imprese su 100 vedono la terza generazione. Quando hai il privilegio unico di vivere dall’interno di diverse imprese ed al fianco di tanti imprenditori la sovrapposizione impresa-famiglia degli ultimi 25 anni e hai la presunzione di averne riconosciuto i vizi e le virtù che ne derivano, non puoi tenerti tutto per te. Uno dei credo che ho fatto mio da tempo è quello di Virginia Nicosia, meglio conosciuta come “Ginni” Rometty, una delle 10 donne più influenti del mondo: “Il tuo valore non è in ciò che sai. È in ciò che sai condividere.”

- Cosa ci impedisce di prevedere il futuro?

"Chi cavalca il futuro da 20 anni a questa parte è chi lo immagina, superando le trappole cognitive che una dopo l’altra sono scattate lungo il nostro cammino:

• la globalizzazione delle filiere nelle quali l’impresa opera, che ci ha messo in rete con una pluralità di culture molto diverse tra loro,

• il crack della finanza del 2008, che ha messo a nudo i limiti del capitalismo così come lo conosciamo, facendo della nostra una crisi di civiltà, prima che economica,

• la Quarta rivoluzione industriale che ha accelerato digitalmente la discontinuità culturale e generazionale,

• la pandemia che ha generato una discontinuità cognitiva nella nostra capacità di comprendere il contesto e prevederne l’evoluzione

Se a questo aggiungiamo che il 50% degli imprenditori familiari al comando ha più di 60 anni e la metà di questi più di 70 e che le cifre dominanti dell’imprenditorialità restano l’autoreferenzialità da un lato e l’esercizio piramidale della leadership dall’altro, progettare la continuità di impresa è diventato un fatto di sopravvivenza, prima che di calcolo economico".

 - Come si supera una sfida che è allo stesso tempo culturale e generazionale?

"La mia esperienza mi dice che l’unico modo è “mollare la presa” superando la visceralità del possesso che non lascia scampo a successioni dinastiche (“primogenito, possibilmente maschio”) e a considerare l’impresa come “un affare di famiglia. Da soli è impossibile, a meno di essere sul sentiero della santità. Insieme invece si può eccome, chiamando a raccolta le intelligenze di tutti i portatori sani di interessi e di tutti i portatori di interessi sani che nell’impresa hanno messo sogni e aspettative. Significa restituire piena dignità al valore etico e circolare dell’impresa. Insieme. Senza condanna. Senza vergogna. Lasciando che la famiglia continui a coltivare la capacità di avere successo e sappia allo stesso tempo fare un passo indietro dalle stanze dove si gioca la continuità, quando smette di esserne il miglior inquilino per il bene di tutti gli stakeholders: Persone, clienti, fornitori, capitali, territorio, ecosistema. Perché dobbiamo ricordarci che non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli".

 

lunedì, 26 aprile 2021