19/06/2013

Nuova inchiesta su De Gregorio. Il commercialista: "Fu pagato per passare al Pdl"

Nuova inchiesta su De Gregorio. Il commercialista: "Fu pagato per passare al Pdl"

Sergio De Gregorio

NAPOLI - Con il rientro di Valter Lavitola in Italia dopo la latitanza di 8 mesi si è avuto notizia di due nuove inchieste, entrambe della Procura di Napoli, nei suoi confronti: una di queste, relativa a un uso illecito di fondi per l'editoria, vede coinvolto anche il senatore del Pdl Sergio De Gregorio. Per il senatore c'è già un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari sulla quale ora dovrà votare Palazzo Madama.

I FONDI PUBBLICI ALL'AVANTI. In particolare, i pm indagano sui contributi pubblici percepiti dal 1997 al 2009 dal quotidiano L'Avanti, di cui era direttore Lavitola, incassati dalla società editrice International Press attraverso "frequente ricorso alla produzione di documentazione proveniente da società collegate agli indagati, o comunque compiacenti, attestante spese in realtà mai sostenute, come ad esempio quelle relative allo strillonaggio". Una buona parte degli altri 17 indagati sono stati rappresentanti legali delle 8 società attraverso le quali, anche con operazioni di spoliazione, per i pm Lavitola e De Gregorio avrebbero dirottato anche all'estero i fondi pubblici per l'editoria ottenuti, creando così persino "le provviste di contante per corrompere".

IL PASSAGGIO AL PDL "REMUNERATO". Dalle indagini emergono altri particolari. Ad esempio, il commercialista di De Gregorio, Andrea Vetromile, ascoltato il 29 febbraio di quest'anno come persona informata sui fatti, ha rivelato ai pm che il passaggio di De Gregorio dall'Idv, partito nel quale fu eletto la prima volta nel 2006, al Pdl fu "lautamente remunerato". "Fu Lavitola che accreditò De Gregorio presso Berlusconi, De Gregorio è ex socialista come Lavitola", ha aggiunto. Il senatore avrebbe dovuto candidarsi nel 2005 nelle liste di Forza Italia, ma Fulvio Martusciello, "che non lo vedeva di buon occhio, riuscì a farlo escludere". De Gregorio si candidò allora con Di Pietro e fu eletto con circa 80mila voti. "Anche il Lavitola, come De Gregorio, doveva traghettare quanti più parlamentari possibili dal centrosinistra al centrodestra", ha spiegato Vetromile, che per sedici anni è stato il depositario delle scritture contabili delle società del gruppo di De Gregorio e che ha collaborato con lui anche nell'attività politica, prima come consulente della commissione parlamentare Difesa e poi della commissione bilaterale Nato.

I "RAPPORTI" CON VERTICI POLIZIA E GDF. Vetromile ha reso anche dichiarazioni su presunti 'rapporti' tra De Gregorio e i vertici delle forze di Polizia, Guardia di finanza e Carabinieri. "Dopo diversi anni che lavoravo con lui ho capito che i movimenti intercorsi tra le società di De Gregorio e le sue associazioni (Italiani nel mondo channel, Italiani nel mondo, Italiani nel mondo reti televisive, Italiani nel mondo radio tv, Associazione internazionale Italiani nel mondo, Movimento politico Italiani nel mondo e altre) sono tutti rapporti non effettivi, posti in essere al solo scopo di giustificare i movimenti finanziari di De Gregorio", sostiene il tributarista, aggiungendo: "Mi risulta che avesse rapporti molto stretti con il generale Pollari per averli visti alcune volte insieme al Senato e con il generale De Donno dei Carabinieri, con il quale poi questi rapporti si ruppero".

lunedì, 16 aprile 2012