26/10/2021

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Cassazione: "Cuffaro sapeva di aiutare Cosa Nostra"

"Sussistenza di ripetuti contatti con vari esponenti mafiosi". Queste alcune delle motivazioni della sentenza con cui, il 22 gennaio, la Corte ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione per l'ex governatore della Sicilia.

Cassazione: "Cuffaro sapeva di aiutare Cosa Nostra"

Totò Cuffaro

ROMA - Totò Cuffaro sapeva di aiutare Cosa Nostra. È "accertata" la "sussistenza di ripetuti contatti" fra l'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, e "vari esponenti" di Cosa Nostra. Questo "spiega" quale sia stato "l'atteggiamento psichico" dello stesso Cuffaro nel rivelare al boss di Brancaccio, Guttadauro, con il quale aveva stipulato un accordo politico mafioso", la notizia che c'erano indagini sul capomandamento. Lo sottolinea la Cassazione, che ha appena depositato le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso 22 gennaio ha confermato la condanna a sette anni di reclusione, a carico di Cuffaro, per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale, con l'aggravante di aver favorito l'intera organizzazione mafiosa di Cosa Nostra.

L'ACCORDO POLITICO MAFIOSO. La suprema Corte sottolinea che, in maniera corretta, con la sentenza emessa il 23 gennaio 2010 (che ha innalzato da 5 a 7 anni la condanna a Cuffaro con l'accusa di mafia) i giudici della Corte di appello di Palermo hanno provato l'esistenza dell'accordo "politico mafioso" tra "il capomandamento Guttadauro Giuseppe e l'uomo politico Cuffaro Salvatore e la consapevolezza di quest'ultimo di agevolare l'associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001, persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi, l'esistenza di indagini in corso nei loro confronti.

"PERSONE GRADITE" NELLE LISTE ELETTORALI. Guttadauro stringe l'accordo con Cuffaro, ricordano i giudici, attraverso il portavoce Miceli, "proponendo all'uomo politico, che accetta (e inserisce nella lista) la candidatura alle elezioni regionali del Miceli, mobilitando l'intera famiglia mafiosa per le consultazioni, per ottenere il sostegno per un ridimensionamento del regime carcerario del 41 bis, per il controllo dei flussi della spesa pubblica e per il condizionamento delle attività economiche sul territorio, nell'interesse dell'associazione mafiosa.

 

martedì, 19 aprile 2011