29/01/2020

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La lingua degli Argonauti sopravvive in un raro dialetto turco

Scoperta una piccola comunità dove si parla il Romeyka, una varietà del greco di Pontus, derivata dalla lingua di Giasone e compagni.

La lingua degli Argonauti sopravvive in un raro dialetto turco

Gli Argonauti in un antico cratere

ANKARA (TURCHIA) - Il greco di Giasone e degli Argonauti sopravvive ancora oggi in un dialetto parlato da poche migliaia di persone in un'isolata comunità nel nord-est della Turchia, in quella che durante l'antica Grecia era la colonia di Pontus. In una scoperta senza precedenti per i linguisti, il dialetto Romeyka, una varietà del greco di Pontus che veniva parlato nella zona migliaia di anni fa, è più simile al greco antico nel suo vocabolario e nella sua struttura di qualsiasi altra lingua parlata oggi o antico dialetto dell'area. Secondo gli studiosi, potrebbe servire a meglio comprendere l'evoluzione della lingua di Socrate e Platone dalla sua forma antica a quella odierna. "Il Romeyka conserva un numero sorprendente di caratteristiche grammatiche che danno un sapore greco-antico alla struttura del dialetto, caratteristiche che sono andate completamente perse dalle altre forme di greco moderno", ha dichiarato Joanna Sitaridou, docente di filologia romanza dell'università di Cambridge che da qualche tempo studia il dialetto Romeyka. Un'analisi della grammatica Romeyka mostra come il dialetto sia per molti versi simile al greco della Koinè, la lingua parlata quando l'influenza della Grecia sull'Asia Minore era al suo apice, tra il quarto secolo prima di Cristo ed il quarto secolo dopo Cristo.

COMUNITA' ISOLATA. A preservare il dialetto per così tanti secoli è stato senza dubbio il profondo isolamento della comunità che lo parla: stretti in un piccolo gruppo di villaggi nei pressi della cittadina di Trabzon - in un'area che circa 1.000 anni prima di Cristo sarebbe stata per l'appunto visitata dall'equipaggio della nave Argo nel suo mitico viaggio per il recupero del vello d'oro in Colchide, l'attuale Georgia - i parlanti Romeyka raramente si sposerebbero al di fuori dei loro clan e a differenza dei loro vicini ancora oggi suonano uno strumento molto simile alla lira. "Ho sentito di un solo uomo sposatosi fuori dal proprio villaggio", ha raccontato Sitaridou, aggiungendo: "la musica è decisamente diversa, non la si può confondere con nient'altro. E' una caratteristica unica dei parlanti Romeyka". Il dialetto, che esiste soltanto in forma parlata, è tuttavia in pericolo, a causa dell'emigrazione dei giovani, dell'influenza turca. "Con soltanto 5.000 persone rimaste a parlarlo nell'area il Romeyka presto potrebbe diventare una lingua tradizionale, non più una lingua vernacolare viva. Con la sua scomparsa se ne andrebbe un'opportunità senza pari di svelare come la lingua greca si è evoluta", ha detto la docente. Nelle sue future ricerche la studiosa tenterà di gettare luce sull'evoluzione del greco di Pontus lungo le coste del mar nero. "Sappiamo che il greco è stato continuamente parlato nella regione di Pontus dai tempi antichi e possiamo dedurre che il suo isolamento geografico dal resto del mondo parlante greco sia un fattore determinante nella forma attuale della lingua in questi luoghi. Ciò che ancora non sappiamo è se il Romeyka sia ancora più antico o se si sia semplicemente sviluppato con forme più simili al greco arcaico", ha detto la filologa.lunedì, 03 gennaio 2011