14/12/2017

Il mito di Bruce Lee non muore mai

Sono passati quarant'anni dalla scomparsa di Li Xiaolong, il "piccolo drago", al secolo Bruce Jun Fan Lee, l'uomo che rese popolari le arti marziali anche in occidente, grazie ai suoi film prodotti a Hollywood.

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Il mito di Bruce Lee non muore mai

Bruce Lee - Chuck Norris

ROMA  - Nato a San Francisco nel 1940 e cresciuto a Hong Kong, Lee è stato uno studioso di kung fu e ha praticato anche la boxe occidentale prima di dedicarsi al cinema. Che il grande schermo fosse il suo destino lo si era capito fin dall'età di tre mesi, quando aveva fatto una parte da neonato in un film del 1941. Fu il produttore della serie televisiva "Batman e Robin", William Dozier, colpito dalle sue notevoli capacità fisiche, a invitarlo a un'audizione, grazie alla quale si aggiudicò una parte nelle serie televisive "Il calabrone verde" e "Batman".

Recitò anche nelle serie "Ironside", "Longstreet", "Here come the brides" e al film "l'investigatore marlowe" del 1969. nel 1971 la svolta, con il ruolo di protagonista ne "Il furore della Cina colpisce ancora", primo film di una lunga serie di pellicole violentissime e vietate ai minori, ma di grande impatto sul pubblico, che cominciarono a spopolare nelle sale europee e nordamericane. Il film battè tutti i record di Hong Kong con oltre 3 milioni di dollari locali di incasso.

I FILM  IN ITALIA - In Italia uscì solo nel maggio 1973 incassando poco più di 200 milioni di lire, e dopo "Dalla Cina con furore" che era stato girato invece nel 1972. Sempre di quell'anno è "L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente", girato a Roma, con una celebra scena di combattimento fra Lee e Chuck Norris all'interno del colosseo, anche se il film in italia sarebbe uscito solo postumo, nel 1974.
La consacrazione avvenne nel 1973 con "I tre dell'operazione drago", film che fu il secondo maggior incasso della Warner Bros dopo "l'esorcista", e consolidò l'immagine di Lee come supestar delle arti marziali.

IL MITO  - La leggenda doveva durare poco. Già durante le sessioni di doppiaggio del film, Lee fu colto da un attacco di vomito e febbre alta causato da un edema cerebrale. In quell'occasione se la cavò grazie all'assunzione di un farmaco, il mannitolo, che riduceva il gonfiore cerebrale. Ma tre mesi dopo, il 20 luglio del 1973, mentre si trovava a Hong Kong a lavorare su un nuovo film, "Game of death", fu colto da un attacco di emicrania e non si sveglio più dopo essersi messo a dormire.

MISTERO SULLE CAUSE DELLA MORTE - Le cause della morte sono ancora oggi oggetto di discussione, anche se la tesi più accreditata fu quella di una relazione allergica a un antidolorifico. Solo vent'anni dopo, nel 1993, arrivò il riconoscimento ufficiale di Hollywood, con una stella sulla walk of fame a Los Angeles, mentre nel 2005, in occasione del suo 65mo compleanno, una statua commemorativa è stata posata sull'Avenue of the stars a kowloon, area urbana di Hong Kong, davanti alla quale oggi, a quarant'anni dalla morte, decine di fan gli hanno reso omaggio.

LE COMMEMORAZIONI - Per l'occasione il governo di Hong Kong, in collaborazione con la Bruce Lee foundation, ha messo insieme una mostra per presentare la vita della defunta star, come la tuta gialla che indossava nel film incompiuto "l'ultimo combattimento di chen" (game of death), uscito poi nel 1978, i suoi scritti e i suoi disegni.sabato, 20 luglio 2013