30/09/2020

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Fiat. Referendum su Mirafiori, sindacati: "Avremo l'80%"

La consultazione tra i lavoratori sull'accordo per il rilancio dello stabilimento si terrà venerdì prossimo. L'esito del referendum si conoscerà già nella serata del 14.

Fiat. Referendum su Mirafiori, sindacati: "Avremo l'80%"

Mirafiori

TORINO - Si terrà il 14 gennaio il referendum sull'accordo per Mirafiori concluso a fine dicembre tra Fiat e i sindacati. Le sigle che hanno fimato l'accordo si attendono una partecipazione al voto di circa il 95% delle tute blu delle Carrozzerie di Mirafiori con una
percentuale di sì dell'80%. Questa la previsione di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Capi e Quadri, durante una conferenza stampa. Unica assente la Fiom che non ha firmato l'accordo. Per diventare operativa l'intesa necessita del via libera dei lavoratori. 

IL REFERENDUM. La domanda che i lavoratori troveranno sulle schede elettorali deve ancora essere decisa (l'argomento sarà oggetto di ulteriori verifiche tra le organizzazioni), ma è probabile che la formula sarà semplice, del tipo :''Sei favorevole all'accordo firmato per lo stabilimento di Mirafiori?''. I primi a votare sull'accordo raggiunto il 23 dicembre saranno i lavoratori del turno di notte di giovedì 13 (che comincia alle 22 e si chiude alle 6.00 di venerdì). Poi voteranno i lavoratori del primo (dalle 6.00 alle 14.00) e del secondo (dalle 14.00 alle 22.00) di venerdì. Con tutta probabilità le urne si chiuderanno comunque prima delle 22.00 di venerdì e i risultati dovrebbero arrivare già in tarda serata. Nello stabilimento di Mirafiori lavorano circa 5.000 persone e in quella settimana dovrebbero essere tutte al lavoro, visto che non è prevista cassa integrazione.

POLEMICA CON FIOM. ''Invito la Fiom - ha detto Maurizio Peverati, segretario della Uilm torinese - a fare un referendum abrogativo se non è d'accordo con il testo che abbiamo firmato''. Si tratta di un'eventualità prevista dagli accordi del 1993, ''gli stessi - ha sottolineato Claudio Chiarle, segretario generale Fim - che allora la Fiom rifiutò e che ora utilizza come baluardo da difendere''.

mercoledì, 05 gennaio 2011