25/06/2019

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2 giugno, Napolitano: "Basta perdere tempo, vigilerò sui partiti"

In occasione dell'anniversario della nascita della Repubblica, il consueto saluto del Presidente Napolitano con un appello per il cambiamento: "Il primo banco di prova deve essere la stabilità". Il problema più grave da risolvere è quello dell'occupazione giovanile.

2 giugno, Napolitano: "Basta perdere tempo, vigilerò sui partiti"

Giorgio Napolitano

ROMA - Il Governo non si tocca: nessuno si sogni di perdere tempo con polemiche sterili e pericolose per "la stabilità politica ed istituzionale".

L'ORA DELLA RESPONSABILITA'. È l'ora della "responsabilità" e le forze politiche si devono mettere in testa di affrontare i prossimi 12 mesi con "operosa laboriosità" per aggredire la crisi e riformare lo Stato attraverso profonde riforme istituzionali. A partire da quella elettorale. Nel giorno della festa della Repubblica scende in campo Giorgio Napolitano con un videomessaggio che si divide tra un richiamo alle forze politiche ed una scossa agli italiani invitati dal presidente a reagire collettivamente, a non farsi "piegare" dalla durissima crisi.

"VIGILERO' IO". "Vigilerò io" perché non si buttino altri mesi nell' "inconcludenza", portando avanti un'anacronistica melina politica rispetto a scelte non più eludibili, garantisce il capo dello Stato nel messaggio televisivo. E per rendere più chiaro il concetto ricorda ancora una volta come siano stati i partiti a chiedergli di "assumersi l'onore e il peso" di una sua rielezione al Quirinale. "E ora le forze politiche, a cominciare da quelle maggiori, sappiano mostrarsi a loro volta responsabili", chiosa Napolitano richiamando quel patto d'onore sottoscritto con l'attuale maggioranza che sta dietro il suo sofferto bis al Colle.

IL BANCO DI PROVA. Per il presidente infatti "il primo banco di prova" delle reali intenzioni delle forze politiche, della loro percezione della gravità della situazione, "sta nel discutere e confrontarsi tra loro liberamente ma con realismo e senso del limite, senza mettere a rischio la stabilità politica e istituzionale, in una fase così delicata della vita nazionale".

IL LAVORO. Servono "scelte vitali e urgenti di politica economica e sociale" perché è ormai chiaro a tutti, anche a Bruxelles, che quello della disoccupazione giovanile è "il problema numero 1". E Napolitano segna indirettamente una tempistica entro la quale la politica deve essere capace di ridare fiducia a se stessa, attraverso una svolta che dia un segno di discontinuità con il recente passato. "Di qui al 2 giugno del prossimo anno, l'Italia dovrà essersi data una prospettiva nuova, più serena e sicura", osserva il presidente non lasciando solo alla politica la responsabilità di tirarsi fuori dalle sabbie mobili: "Per la crescita e l'occupazione non meno che per il risanamento finanziario, ognuno deve fare la sua parte, perché è decisivo l'apporto di tutti". E soprattutto, osserva il capo dello Stato, "per potervi riuscire serve coraggio".

domenica, 02 giugno 2013