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Fornero: "Abbiamo risanato l'Italia, ora tocca alle imprese"
Il ministro del Lavoro: "Abbiamo salvato l'Italia, ora tocca alle imprese investire". Il segretario della Cgil Susanna Camusso: "Lo Stato compri quote delle aziende in difficoltà".

Elsa Fornero
ROMA - ''Il governo ha risanato il Paese. Ora tocca alle imprese''. Esordisce così, in un'intervista alla Stampa, il ministro del Welfare Elsa Fornero, sottolineando che il ''compito'' dell'esecutivo è ora quello di ''convincere le imprese a investire''. ''Nonostante le difficoltà, micro e macro-economiche'' il ministro mostra ottimismo: ''Credo che il nostro Paese sia in grado di vincere la scommessa della ripresa. Lo stesso Juncker - aggiunge - non è preoccupato nel complesso, ma ritiene che la fiducia nei confronti nostri e della Spagna non sia adeguata agli sforzi e ai risultati raggiunti, per una forma di eccessiva cautela da parte dei mercati''. All'intervista del ministro, fa eco il segretario della Cgil Susanna Camusso che in un'intervista all'Unità propone al governo di comprare quote di società in difficoltà.
FORNERO: "RIGORE E' ESSENZIALE". Fornero sottolinea la necessità del rigore finanziario, ''indispensabile per un progetto più duraturo''. Per garantire sviluppo invece è ''essenziale'' la riforma del mercato del lavoro, ''a partire dalla necessità di arginare la precarietà''. Il ministro non ha una ''bacchetta magica'' ma spiega che per superare questi nodi bisogna agire su più fronti, a cominciare dalla dalla modifica dell'articolo 18, ''nell'ottica di una maggiore flessibilità delle imprese'', ma anche con ''misure come la liberalizzazione, il pacchetto sviluppo, la semplificazione''. A monitorare sugli sviluppi e sull'applicazione della riforma del lavoro, aggiunge Fornero, sarà un team di accademici, parti sociali e politici.
CAMUSSO "STATO COMPRI QUOTE DI AZIENDE IN CRISI". "Stiamo affondando di mese in mese e non basta un decreto Sviluppo che darà risultati tra qualche anno. Ci vogliono risposte immediate", ha detto all'Unità il leader della Cgil, Susanna Camusso. "Lo Stato - ha sostenuto - intervenga comprando quote delle aziende in difficoltà e le ricollochi sul mercato a crisi passata". "Paradossalmente - ha proseguito - si inseguono falchi di vario genere che sembrano non avere in mente cosa vorrebbe davvero significare la fine della moneta che regge comunque una delle più importanti economie del mondo. In alcune uscite vedo uno spirito vendicativo da parte di esponenti di nazioni che hanno prosperato anche sui debiti dei Paesi del Mediterraneo. Dal quadro comunque esce tutta la debolezza della costruzione europea: il tema vero è quello di una moneta senza Stato e governo, con una banca centrale che non ha i poteri delle banche nazionali. Questa - conclude - è la vera sfida che va affrontata, il resto sono solo tentativi di via di fuga".