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Siria. E' scontro all'Onu mentre infuria la guerra
L'Assemblea generale ha condannato il Consiglio di sicurezza per la sua mancanza d'iniziativa nel risolvere la crisi siriana. L'assemblea ha votato un provvedimentro in cui chiede una "transizione politica" nel Paese. Secondo gli attivisti oggi 120 morti tra Homs e Aleppo.
Aleppo, Siria
NEW YORK - Mentre infuria la guerra civile in Siria e dopo la resa del mediatore inviato speciale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, è scontro al Palazzo di Vetro, con l'Assemblea generale che "condanna" il Consiglio di sicurezza per la sua mancanza d'iniziativa nel risolvere la crisi. E' il risultato dell'approvazione, da parte dell'Assemblea del Palazzo di Vetro, di una risoluzione nella quale si sollecita l'avvento in Siria di un processo di "transizione politica" e, con una rara presa di posizione di tale severita', "deplora il fallimento del Consiglio di Sicurezza nel concordare misure che garantissero l'osservanza delle sue decisioni da parte delle autorita' siriane". Il provvedimento, votato su proposta dei Paesi arabi moderati, a differenza di quelli del Consiglio non ha efficacia vincolante, anche se cio' non ne inficia la forza simbolica. La risoluzione, formalmente presentata dall'Arabia Saudita e che godeva del sostegno dell'Occidente, condanna anche il regime di Damasco, in particolare per il ricorso sistematico agli armamenti pesanti anche a danno dei civili, e per le continue violazioni" dei diritti umani, al cui riguardo si manifesta altresi' "grave preoccupazione". La bozza e' stata approvata a larghissima maggioranza: ha ottenuto infatti il voto favorevole di 133 Paesi, con 31 astensioni e appena dodici pareri negativi: tra essi, quelli di Russia e Cina, come pure di Iran, Corea del Nord, Cuba, Venezuela, Nicaragua e Bolivia, tutti sostenitori con intensità e modalità diverse di Assad.
ALMENO 120 MORTI. E' di almeno centoventi morti il bilancio del 73mo venerdi' di festa consecutivo consacrato in Siria, oltre che alla tradizionale preghiera settimanale, alle manifestazioni contro il regime di Bashar al-Assad: lo hanno denunciato fonti dei Comitati Locali di Coordinamento della Rivoluzione, una delle principali organizzazioni dell'opposizione, secondo cui e' ad Arbaeen, localita' situata nella provincia centrale di Hama alle porte dell'omonimo capoluogo, che si sono registrate la maggior parte delle vittime: non meno di settanta, tra cui numerosi bambini e donne. Piu' di venti le persone uccise invece a Damasco, dove le forze governative hanno attaccato in massa il quartiere di al-Tadamun, ultima vera roccaforte dei ribelli nella capitale: dodici sono state giustiziate in maniera sommaria, e tra esse anche un noto leader religioso, Ahmad Saleh al-Hamd, imam della moschea di al-Zubeir; trucidati con lui i suoi due figli. Incalcolabile al momento il computo di coloro che hanno perso la vita ad Aleppo, dove per il quattordicesimo giorno di fila si e' combattuto praticamente in quasi tutti i quartieri della seconda citta' del Paese.