19/06/2013

Governo-Fiat, incontro "fiume" "Impegno per restare in Italia"

Comunicato congiunto delle due parti al termine del vertice tra il premier, i ministri e i rappresentanti del Lingotto. La casa torinese conferma la volontà di investire nel Paese, il governo apprezza: "Bene un contributo per superare una fase difficile".

Governo-Fiat, incontro "fiume"
"Impegno per restare in Italia"

Marchionne, Monti ed Elkann

TORINO - "Fiat ha confermato la strategia dell'azienda a investire in Italia, nel momento idoneo, nello sviluppo di nuovi prodotti per approfittare pienamente della ripresa del mercato europeo". E' quanto si legge nel comunicato congiunto Governo-azienda diffuso al termine dell'incontro a Palazzo Chigi. "Il Governo ha apprezzato l'impegno assunto nel corso della riunione ad essere parte attiva dello sforzo che il Paese sta portando avanti per superare questa difficile fase economica e finanziaria", è invece il parere dell'esecutivo dopo una riunione durata ben cinque ore.

"RAFFORZARE LE SRATEGIE DI EXPORT". Nel comunicato viene poi scritto che Fiat e governo costituiranno "un apposito gruppo di lavoro presso il ministero dello Sviluppo economico per individuare gli strumenti per rafforzare ulteriormente le strategie di export del settore automotive". A quanto risulta dal documento reso noto, "Fiat - si legge nella nota di palazzo Chigi - è intenzionata a riorientare il modello di business in Italia in una logica che privilegi l'export", manifestando "piena disponibilità a valorizzare le competenze e le professionalità peculiari delle strutture italiane, quali ad esempio l'attività di ricerca e innovazione".

"FIAT NON HA CHIESTO SOLDI AL GOVERNO". Durante l'incontro, i vertici aziendali del Lingotto non hanno mai presentato richieste relative alla cassa integrazione in deroga. E' quanto riferiscono diverse fonti governative presenti all'incontro, sottolineando che Fiat "non ha chiesto soldi al governo". Il governo e la Fiat hanno anche stabilito di "impegnarsi per assicurare nelle prossime settimane un lavoro congiunto utile a determinare requisiti e condizioni per il rafforzamento della capacità competitiva dell'azienda".

LE PRIME REAZIONI DAI SINDACATI. "Traspaiono buone intenzioni. Bisogna però vedere nel concreto se i giudizi espressi saranno sostanziati dai fatti", commenta il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, mentre il numero uno dell'Ugl Giovanni Centrella sottolinea che l'assenza di "precise garanzie sul futuro dei lavoratori, anche in termini di ammortizzatori sociali, e degli stabilimenti italiani Fiat non si può essere né soddisfatti né tranquilli". Soddisfatta, invece, la Fismic che sottolinea "la comune volontà dell'esecutivo e del Lingotto di affrontare il grave momento di crisi con iniziative comuni verso l'Europa". Anche la Uilm apprezza la conferma della presenza in Italia. "La Fiat - afferma il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - deve assicurare gli investimenti non appena il mercato ripartirà".
domenica, 23 settembre 2012