08/12/2019

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Calunnia a De Gennaro, fermato Massimo Ciancimino

L'imprenditore fermato a Bologna su ordine della Procura di Caltanissetta. Ciancimino è indagato per le dichiarazioni sul coinvolgimento dell'ex capo della Polizia nella presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra.

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Calunnia a De Gennaro, fermato Massimo Ciancimino

Massimo Ciancimino

BOLOGNA - Calunnia aggravata ai danni dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro: per questa ipotesi di reato l'imprenditore Massimo Ciancimino è stato fermato a Bologna su ordine della Procura di Palermo ed è ora in Questura.

IL FERMO. Il fermo, per calunnia pluriaggravata, si sarebbe reso necessario perché il superteste della trattativa si stava recando in Francia per le festività pasquali, anche se sarebbe tornato lunedì. Ma la Procura ha deciso senza aspettare il provvedimento del gip del Tribunale. Martedì è prevista la sua deposizione al processo Mori a Palermo.

L'IPOTESI DI REATO. Ciancimino, già condannato per riciclaggio, è testimone in diverse inchieste di mafia tra cui quella sulla presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra: secondo il provvedimento disposto dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Nino di Matteo e Paolo Guido, il figlio di "don" Vito, ex sindaco di Palermo condannato per mafia, avrebbe consegnato ai magistrati che indagano sulla trattativa un documento falsificato in cui si citava De Gennaro. Decisive sarebbero stati i risultati degli esami della Scientifica.

IL DOCUMENTO DI DON VITO. Il documento in questione è una fotocopia di un foglio redatto da Vito Ciancimino con un elenco di nomi di personaggi delle istituzioni che avrebbero avuto un ruolo nella cosiddetta "trattativa". Da una perizia ordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e consegnata oggi ai magistrati che conducono l'inchiesta, risulterebbe che il nome di De Gennaro sarebbe stato scritto in epoca successiva alla redazione del manoscritto.

LA DICHIARAZIONE. Il contenuto del foglio sarebbe inoltre in contrasto con quanto dichiarato dallo stesso Ciancimino junior durante gli interrogatori resi alla procura di Palermo. "Sono sereno, mi accusano di avere consegnato un documento non autentico, ma io rimango sereno", è stato il primo commento di Ciancimino.

giovedì, 21 aprile 2011