12/04/2021

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Rapporto Sanità 2011: italiani grassi e sedentari

Abitudini alimentari e di vita sbagliate, giovani a rischio alcol, malattie cardiovascolari prima causa di mortalità: la Relazione sul Sistema sanitario nel 2011 disegna il quadro della salute del Paese.

Rapporto Sanità 2011: italiani grassi e sedentari

Decreto sanità in Cdm

ROMA - Italiani grassi e sedentari e sempre più sofferenti di malattie come il diabete: è questo il quadro che emerge dalla Relazione sul 2011 sullo stato sanitario del Paese stilata dal ministero della Salute. Oltre il 40% della popolazione ha problemi di peso, quasi il 5% è diabetico (3 milioni di persone). Le malattie cardiocircolatorie sono la prima causa di morte, con 224.830 decessi (38,2%), seguite dai tumori, con 174.678 decessi (29,7%). Il fumo, invece, uccide dai 70mila alle 83mila italiani.

GIOVANI, ALCOL. Nel 2010 la prevalenza dei consumatori a rischio per il consumo di alcol nella popolazione di età maggiore di 11 anni è stata pari al 25,4% tra i maschi e al 7,3% tra le femmine, per un totale di oltre 8 milioni 600mila individui. Circa un milione e 300mila giovani fra gli 11 e i 25 anni presentano rischi correlati al consumo fuori pasto o al 'binge drinking' [l'assunzione di varie bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve, ndr], più di 3 milioni di anziani non si attengono alla moderazione del modello mediterraneo e circa 390mila minori non rispettano la prescrizione di totale astensione dal consumo alcolico. Rimangono forti differenze di genere in quasi tutte le classi di età. Nell'Italia nordorientale e nordoccidentale si concentra la maggior parte di consumo a rischio e nella popolazione maschile dell'Italia Nordorientale si riscontrano i valori massimi nazionali per i consumi fuori pasto, il 'binge drinking' e il complesso dei consumi a rischio.

PEGGIO PER MASCHI DEL NORDEST. Relativamente alle sostanze d'abuso, nel corso del 2010 sono state rilevate le attività di 486 Servizi pubblici per le dipendenze, su 525 attivi (92,6 %). Risultano essere stati presi in carico 177.227 pazienti con problemi di sostanze d'abuso. La sostanza per cui la richiesta di trattamento è più diffusa è l'eroina (70,1% dei pazienti), seguita dalla cocaina (15,2%) e dai cannabinoidi (9,2%). L'8,7% del totale dei pazienti presi in carico dai Servizi pubblici è stato trattato presso le strutture riabilitative (trend decrescente rispetto agli anni precedenti) e il 62,9% dei pazienti è stato sottoposto a programmi farmacologici integrati.

LUDOPATIA E POPOLAZIONE MASCHILE. Per quanto attiene ai soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico, la Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze ha stimato che i soggetti affetti da gioco d'azzardo problematico siano circa 700mila, di cui 300mila quelli patologici. Nel 2011, limitatamente alle Regioni/Province Autonome che hanno trasmesso i dati, sono risultati in trattamento per gioco d'azzardo patologico 4.687 soggetti, di cui 82% maschi.

SITI INQUINATI, MORTALITA' PIU' ALTA NEL CENTROSUD. Secondo il rapporto del ministero, la mortalità nelle vicinanze dei siti inquinati del nostro Paese è superiore a quella attesa: "Lo stato di salute della popolazione residente in prossimità dei siti di interesse nazionale (Sin) per le bonifiche è meno favorevole di quello della popolazione di riferimento regionale". In base ai dati del progetto Sentieri, riportato nella Relazione e che ha analizzato 44 dei 57 Sin compresi al 2010 nel 'Programma nazionale di bonifica', che coincidono con i maggiori agglomerati industriali nazionali, la mortalità della popolazione residente nelle zone limitrofe ai Sin supera l'atteso, con 2.439 decessi in eccesso per gli uomini e 1.069 decessi in eccesso per le donne. Nell'analisi di tutte le cause di morte, si legge nella Relazione, si osserva sovramortalità: il totale dei decessi, per uomini e donne, è di 403.692, in eccesso, rispetto all'atteso, di 9.969 casi, con una media di oltre 1.200 casi annui. La quasi totalità dei decessi in eccesso, inoltre, si osserva nei Sin del Centrosud.

SPESA FARMACEUTICA. Tra il 2008 e il 2011 la spesa farmaceutica in distribuzione diretta è cresciuta del 57,8% (da 2.480.055.791 euro a 3.914.437.053 euro), un incremento in parte attribuibile al miglioramento della copertura nella trasmissione dei dati, determinato sia dall'introduzione sul mercato di nuovi farmaci innovati, sia dallo spostamento di alcune categorie di farmaci dalla farmaceutica convenzionata alla distribuzione diretta. Per quanto riguarda i farmaci di fascia A inseriti nel Prontuario della continuità ospedale-territorio, spiega il dossier, si evidenzia un incremento della spesa più significativo(+87,7%, da 1.165.194.370 di euro nel 2008 a 2.187.366.700 di euro nel 2011) rispetto all'incremento complessivo registrato. martedì, 11 dicembre 2012