03/04/2020

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Duello tv, scontro su alleanze. Renzi chiude a Casini. Bersani: no a regali per Pdl e Lega

Il sindaco: "L'accordo con Casini profuma di inciucio". Il segretario: "Ultima volta che siamo andati da soli, ha vinto Berlusconi". Duro botta e risposta anche su lotta a evasione ed Equitalia. Tra le migliaia di domande arrivate sul nostro sito tema ricorrente è il taglio ai costi della politica.

Duello tv, scontro su alleanze. Renzi chiude a Casini. Bersani: no a regali per Pdl e Lega

Bersani-Renzi, il confronto finale

ROMA - Alleanze, Equitalia, pensioni, Afghanistan ed F35, il confronto tv tra il segretario del Pd Pierluigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi si è acceso su diversi temi. I due candidati al ballottaggio delle primarie del centrosinistra, che si terrà il 2 dicembre, hanno risposto a domande della redazione del Tg1, a quelle inviate sul nostro sito e ai quesiti posti dai cittadini nei rispettivi comitati elettorali. A moderare l'incontro Monica Maggioni.

ALLEANZE.  Sul tema delle alleanze per le prossime politiche si è infiammato il confronto tra i due sfidanti. "Io sto organizzando il campo dei progressisti - ha detto Bersani -, abbiamo stretto un patto con Sel e i socialisti e credo che dobbiamo rivolgerci in modo aperto a posizioni di centro, moderate ed europeiste che rifiutino revival berlusconiani e populisti, anche di destra e di estrema destra. Sarà un alleanza? Non lo so, credo che valga la pena indagare se è possibile un'intesa". Renzi ha ribadito il suo no a Casini: "Certe ipotesi di alleanze profumano di inciucio, abbiamo già dato. Mi hanno fischiato quando ho detto di prendere i voti del centrodestra e allora che facciamo, un franchising con Casini per i voti dei moderati?". "Se qui non vogliamo l'Udc, non vogliamo Vendola - ha ribattuto Bersani -... l'ultima volta che abbiamo fatto tutto da soli, ha vinto Berlusconi. Certo ora abbiamo un altro fisico ma...".  "Quando siamo andati da soli l'ultima volta - ha replicato Renzi - avrà pure vinto Berlusconi ma quando abbiamo fatto le grandi alleanze" c'è sempre stato qualcuno degli alleati che ci ha fatto cadere. A furia di tenere tutti insieme si finisce come l'Unione. Tu hai tanti che ti dicono sì perché sperano di essere retribuiti con un posto- ha incalzato Renzi - . Se noi vinciamo" non vorrei che "ci rimandano a casa un'altra volta dopo due anni perché ci si èmessi a discutere tra chi l'agenda Monti la vuole e chi no. Ecco le primarie servono per dire prima, le cose che si vogliono fare. E io le ho in mente chiarissime". ''Spero - ha proseguito Renzi - che nel pacchetto Casini non ci sia anche Fini perché ci si è dimenticati di tutte le cose fatte in questi anni. Va abolita la Bossi-Fini''. 

EVASIONE FISCALE. Altro tema su cui si è infiammato il dibattito è la lotta all'evasione fiscale ed Equitalia. ''Si paga molto perché non si paga tutti - ha detto Bersani -, per umanità mandiamo l'ambulanza a chi non paga le tasse. Bisogna fare la Maastricht della fedeltà fiscale come in altri paesi europei. O decidiamo di combattere l'evasione o facciamo finta, dobbiamo abituarci a usare meno il contante. E poi serve la tracciabilità dei movimenti bancari, le agenzie del fisco più amichevoli con chi paga le tasse. Bisogna attaccare a livello europeo e internazionale i paradisi fiscali''.  Sull'evasione fiscale "credo che un po' di responsabilità ce le abbiamo anche noi del centrosinistra - ha replicato Renzi - non come il centrodestra, intendiamoci. Non abbiamo fatto niente, anzi qualcosa ma non abbastanza. Noi in questi anni ce la siamo presa con i piccoli senza andare a prendere i grossi. Non siamo stati all'altezza". Sul banco degli imputati Equitalia. "Bisogna avere il coraggio - ha detto ancora Renzi - di dire che gli strumenti non sono stati all'altezza. Equitalia è un modello forte con i deboli, ma i soldi non li prendiamo. Ce la siamo presa con il piccolo ma non siamo andati a prendere i grossi", ha incalzato Renzi. Dura la replica di Bersani. "Equitalia non l'abbiamo inventata noi, nonostante quel che dice Matteo. Stiamo cercando di migliorarla", ha ricordato. E Renzi: "Non ho mai detto che l'abbiamo inventata noi, ma che il nostro governo con te e Visco le ha dato i poteri".

CRISI. Alla domanda su come intervenire per gli italiani in difficoltà a causa della crisi, Matteo Renzi ha detto:  "Abbiamo la volontà di dare 100 euro nette al mese in più a chi guadagna meno di 2000 euro per 13 mensilità. Dobbiamo rimettere i soldi in tasca al ceto medio e bisogna cambiare il modello di sviluppo. Forse noi abbiamo avuto troppo dalla generazione che ci ha preceduti e dobbiamo guardare più al merito per la generazione di domani". "Io non prometto venti miliardi l'anno prossimo, ma penso si debba fare qualcosa", ha risposto Pierluigi Bersani. "Sono cinque anni di seguito - ha proseguito - che il reddito delle famiglie sta calando, il rispario si è assottigliato e i consumi hanno preso la botta. C'è una rivoluzione anche dei consumi alimentari. Io non prometto venti miliardi l'anno prossimo, ma penso si debba fare qualcosa, ricavandone dal risparmio, dalla lotta all'evasione e dalla solidarietà fiscale per cui chi ha di più dà di più. Senza dimenticare le tariffe, altro che lenzuolate: si è perso anche il lenzuolo. Poi mettiamoci in cammino per un percorso lungo perché cinquant'anni così alle spalle non si dimenticano in un minuto".

TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA. Tra le migliaia di domande arrivate sul nostro sito, molto frequente il tema dei tagli ai costi della politica. ''Mantenere il finanziamento pubblico ai partiti dopo che c'è stato un referendum che lo ha cancellato significa alimentare l'antipolitica'', ha detto Renz, per il quale il dimezzamento dei parlamentari ''non è per una questione meramente economica, ma perché una classe politica deve iniziare a tagliare sé stessa per poter poi tagliare ad altri''. "La legge contro la corruzione va bene- ha proseguito Renzi -, ma mancano ancora tante altre cose. In Italia per fare il bidello devi avere la fedina penale pulita, mentre per fare il parlamentare è stato concesso di tutto e di più''. Su questo tema Bersani ha ricordato che: "Nonostante fossimo in minoranza abbiamo ottenuto l'abolizione dei vitalizio e il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari. Non c'è ragione che un parlamentare debba guadagnare più di un sindaco di un Comune capoluogo e ci saremmo arrivati se la destra non avesse inserito il presidenzialismo che poi è finito nel cestino. Serve fare una legge sui partiti e rafforzare le norme anticorruzione". "Bisogna studiare un tetto ai cumuli, alle pensioni - ha aggiunto Bersani - Bisogna partire, sicuramente, dalla politica ma arrivare al fatto che un grande manager non prenda una buona uscita da 20 milioni di euro lasciando la sua azienda nei guai".

LEGGE ELETTORALE. Sulla legge elettorale il sindaco di Firenze ha detto: "Spero che non facciano una legge elettorale peggiore di quella definita il Porcellum perché già è abbastanza atroce. Spero che il parlamento non faccia una legge peggiore e che questo tema sia affrontato nella prossima legislatura". "L'unica legge elettorale che ha funzionato - ha aggiunto Renzi - è quella dei sindaci, in cui il cittadino sa chi elegge, chi vota, a chi chiedere conto. La legge dei sindaci garantisce governabilità e credo che il sindaco d'Italia sia il modello istituzionale del domani". ''La legge elettorale migliore per me è il sistema a doppio turno di collegio. Una legge che noi ripresenteremo nella prossima legislatura, non collegata a un sistema presidenziale, ma parlamentare'', ha replicato Bersani, sottolineando che ''se oggi ci fosse una legge elettorale di questo tipo i problemi li avremmo risolti''.

CONFLITTO D'INTERESSI. Al sito del Tg1 è arrivata anche la domanda sul perché la sinistra, quando era al governo, non ha approvato una legge sul conflitto d'interessi. "Il limite c'è stato, basta ci si intenda su dove. Il conflitto di interessi comprende tantissime cose, perchè ci vuole una legge sull'incompatibilità e un antitrust sulle comunicazioni, su questo credo ci si possa rimproverare. Un antitrust vero come fatto per altri settori è stato veramente un limite e bisogna partire da lì". Pier Luigi Bersani al confronto tv con Matteo Renzi rispondendo alla domanda di un telespettatore ammette una colpa dei governi di centrosinistra e aggiunge "se l'avessimo fatta forse la storia del paese avrebbe avuto qualche curva di meno, si parte da lì". "Il problema reale che abbiamo è che in questi anni non abbiamo fatto la legge sul conflitto di interessi quando eravamo al governo noi e ci siamo stati due volte", ha replicato Matteo Renzi. "E' la dimostrazione più drammatica del fatto che abbiamo fallito - ha insistito - quindi nei primi 100 giorni bisogna fare una legge sul conflitto di interessi e in Italia questo problema ha un nome e un cognome ed è quello dell'ex presidente del Consiglio".

POLITICA INDUSTRIALE. Secco botta e risposta tra i due contendenti anche sulla politica industriale. Su questo, ha attaccato il sindaco, ''abbiamo qualcosa da farci perdonare. La politica industriale negli ultimi 20 anni - ha detto - non c'è stata, non è stata all'altezza, noi qualcosa abbiamo fatto ma non abbastanza''. In particolare, ha detto, ''abbiamo messo i soldi rinviando nel futuro il problema'' e il caso emblematico, per il 'rottamatore' è quello dell'Ilva dove c'è stata una ''privatizzazione farlocca''. Del resto ''se abbiamo fatto tutto bene gli italiani non se ne sono accorti se la fiducia che ci hanno accordata è stata intermittente e quando ce l'hanno data abbiamo mandato a casa il nostro leader''. ''Nessuno è perfetto ma non mettiamo assieme gli ultimi 20 anni'', ha replicato Bersani invitando a non accostare centrosinistra e centrodestra. ''Berlusconi ha deluso - gli ha ribattuto Renzi - ma noi abbiamo fatto la politica industriale con i grandi sussidi alle grandi aziende e le grandi opere senza creare occupazione".

IL SUD.  Da una parte la battaglia della legalità, dall'altra quella contro una mentalità considerata clientelare. Su questi due temi si è concentrato il confronto sul Mezzogiorno. "La lotta della legalità - ha detto il segretario del Pd - è un grande problema nazionale; al Sud la criminalità occupa il territorio, al Nord investe e si inserisce nell'economia reale. E' la più grande industria nel Paese e non possiamo far spallucce e girarci dal'altra parte". "Non c'è un problema Sud, c'è un problema Italia. I temi al centro delle primarie non servono al Sud, servono al Paese", ha detto invece Renzi. "Il Sud è il luogo in cui si gioca la nostra sfida. Dobbiamo riuscire a liberarlo dalle raccomandazioni, a spendere bene i soldi o non andremo da nessuna parte. Non ho preso molti voti al Sud, ma sono contento di perdere le primarie se non riesco a far capire che è venuto il momento della scossa. O il Sud cambia ed esce da questa logica di raccomandazione o non si va da nessuna parte".

UNIONI CIVILI.  Bersani e Renzi hanno concordato sulla necessità di riconoscere i diritti alle coppie omosessuali. ''Nei primi 100 giorni davvero - ha sostenuto Renzi - serva la civil partnership inglese, uguali diritti per coppie dello stesso sesso, in passato abbiamo perduto un'occasione su omofobia e diritti civili''. Pier Luigi Bersani ha evitato la polemica e ha assicurato: ''le unioni civili secondo la legge tedesca, che Casini sia d'accordo o meno e una legge contro l'omofobia''.

AFGHANISTAN E F35. Scambio teso su Afghanistan e F35. Alla domanda su cosa i due candidati direbbero a Barack Obama da presidenti del Consiglio e il segretario Pd ha detto: "Innanzitutto, l'Afghanistan: il 2013 deve essere l'anno di chiusura di questga avventura; poi, gli F35: con questa crisi non mi sembra il caso...". Il sindaco di Firenze ha ribattuto: "Scusa segretario, ma sull'Afghanistan la 'road map' già prevede il 2013 e gli F35 dipendono da noi, non da loro... Non facciamo demagogia. Proprio tu...".

PALESTINA ALL'ONU. Posizioni distanti tra i due sfidanti anche in politica estera con il 'seggio' all'Onu per l'Anp. Favorevole Bersani, contrario Renzi. "Domani all'Onu si vota sulla richiesta di Abu Mazen - ha detto Bersani - vedo che nel governo italiano c'è qualche titubanza. Noi dobbiamo votare sì, altrimenti avrà sempre ragione Hamas, non possiamo isolare Abu Mazen". "Non troppo d'accordo" ha risposto Renzi, che ha ricordato come già Usa e Gran Bretagna si siano dette contrarie: "il voto di domani all'Onu poi, nasce da una serie di contraddizioni interne ai palestinesi".





giovedì, 29 novembre 2012