14/08/2020

[an error occurred while processing this directive]

Algeria. L'esercito lancia una nuova offensiva su commando jihadista

Gli islamici che hanno attaccato il sito algerino intende scambiare 2 ostaggi Usa con 2 terroristi islamici detenuti negli Usa, tra cui Omar Abdel Rahman. Lo riferisce Fox News citando fonti stampa mauritane. L'altra richiesta e' la fine della guerra in Mali.

Algeria. L'esercito lancia una nuova offensiva su commando jihadista

In Amenas

ALGERI - Gli islamici che hanno attaccato il sito algerino intende scambiare due ostaggi Usa con due terroristi islamici detenuti negli Usa, tra cui Omar Abdel Rahman, ritenuto l'ispiratore dell' attacco al World Trade Center del 1993. Lo riferisce Fox News citando fonti stampa mauritane. L'altra richiesta e' la fine della guerra in Mali. Intanto, le forze di sicurezza algerine hanno lanciato un nuovo attacco al sito di estrazione In Amenas contro il commando jihadista. Lo ha riferito il corrispondente in Algeria di L'Express, Anis Allik, che ha riportato forti deflagrazioni nell'area. Intanto, il responsabile della Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta, parlando questa mattina a Londra, ha detto che ''i terroristi non troveranno riparo in Algeria, in Nord Africa o altrove''. Intanto l'agenzia algerina Aps ha riferito che il numero totale degli ostaggi liberati è 650, inclusi 573 algerini.

LIBERATI 650 OSTAGGI TRA CUI 573 ALGERINI. Una fonte delle forze di sicurezza algerine ha affermato che l'operazione militare condotta al sito di In Amenas ha permesso di salvare centinaia di ostaggi evitando in questo modo il disastro. Oltre la meta dei 132 ostaggi stranieri nel sito algerino di In Amenas sono liberi. Lo riferisce l'agenzia algerina Aps citando fonti della sicurezza. Il numero complessivo degli ostaggi liberi è di 650, tra cui 573 algerini, continua la stessa fonte.

STRAGE DI OSTAGGI. Ieri un bagno di sangue, con almeno una quarantina di morti, 30 ostaggi e 11 terroristi secondo i servizi algerini, tra cui il leader del commando, Abou al Bara.  Due giorni fa il rapimento di massa di centinaia di persone - tra cui anche una quarantina di stranieri e occidentali - che lavoravano nel sito di gas algerino di In Amenas per mano di un gruppo terroristico islamico che gli Stati Uniti riconducono direttamente alla galassia di Al Qaida. Dopo il fallimento delle trattative per liberare gli ostaggi, l'esercito ha fatto scattare il raid: secondo diverse fonti, elicotteri hanno bersagliato il campo provocando un massacro di rapitori ma anche di ostaggi di cui ora Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia chiedono conto al governo di Algeri. Dopo la strage il Paese ha chiuso i confini, centianaia i lavoratori delle compagnie evacuati. Cameron fa sapere che i britannici ancora coinvolti sono una trentina. 

SEQUESTRATORI, NEL COMMANDO ANCHE UN CANADESE. Sarebbe canadese il sequestratore nel campo algerino di In Amenas definito ieri ''anglosassone'' dalla stampa algerina per i tratti somatici. Lo riferisce una fonte della brigata di ''Coloro che firmano con il sangue'' all'agenzia mauritana Ani. Gli altri, aggiunge la fonte, sono originari di Algeria, Mali, Egitto, Niger e Mauritania.

GLI OSTAGGI. Tra i sequestrati c'erano, tra gli altri, cittadini americani, britannici, francesi, norvegesi, giapponesi e romeni. Non si sa quanti siano morti e quanti invece sopravvissuti Un primo bilancio segnala sette stranieri uccisi (tra questi 2 giapponesi, 2 britannici e un francese) oltre ad 8 algerini. Degli altri 17 ostaggi morti non si sa nulla al momento. Per tutta la giornata si sono rincorse notizie drammatiche, spesso in contraddizione tra di loro, soprattutto perchè alimentate dagli stessi terroristi islamici che, scegliendo di parlare con media a loro tradizionalmente vicini, hanno creato un corto circuito di informazioni protrattosi sino a sera. Di certo è stata una strage, secondo la tv Al Jazeera i morti possono salire addirittura a 50, terroristi compresi.

LA TEELEFONATA TRA OBAMA E CAMERON.
In serata il presidente Usa, Barack Obama, ha telefonato al suo omologo britannico David Cameron. Argomento del colloquio la guerra in Mali e l'attacco terroristico in Algeria, due eventi collegati tra loro: secondo il leader del commando ucciso durante il blitz dell'esercito di Algeri, l'assalto e la presa degli ostaggi era una ritorsione proprio dell'intervento della Francia in Mali. Obama e Cameron hanno "espresso sostegno per gli sforzi della comunità internazionale, guidati dalla Francia, per impedire che i terroristi stabiliscano un loro rifugio sicuro in Mali". Da ieri, dopo che le forze di sicurezza e le unità dell'esercito avevano circondato il campo, nonostante l'intransigenza di Algeri - che non aveva mai trattato in precedenza in casi del genere - ci sono stati timidi tentativi di aprire un dialogo con i rapitori jihadisti, che tuttavia hanno posto condizioni apparse immediatamente impossibili da accogliere: l'immediata rimozione del dispositivo di sicurezza intorno al campo fino ad una sorta di salvacondotto per allontanarsi dalla regione, con gli ostaggi da usare come scudi umani.

TERZI: L'ITALIA CONDANNA L'ATTACCO IN ALGERIA. "Le drammatiche notizie che ci giungono dall'Algeria, dove decine di persone, prese ieri in ostaggio, hanno perso la vita nel sito petrolifero di Amenas, sono l'atroce conseguenza di un vile atto di terrorismo che il governo italiano condanna con la massima fermezza". Così il ministro degli Esteri Giulio Terzi in una nota, commentando l'attacco contro il giacimento algerino in cui cittadini algerini e stranieri sono stati presi in ostaggio da militanti islamici. "L'Italia - prosegue - conferma il suo impegno e la sua forte determinazione a contrastare ogni forma di estremismo e di violenza anche nel quadro di una efficace collaborazione internazionale contro il terrorismo".

L'ASSALTO. Secondo l'agenzia algerina Aps, in serata l'esercito controllava soltanto parte delle istallazioni di In Amenas, ma non l'impianto vero e proprio, accerchiato dai militari. Quando hanno visto che tutte le strade 'negoziali' erano chiuse, i rapitori hanno tentato una sortita, caricando degli ostaggi (forse una trentina) su uno degli automezzi usati per gli spostamenti del personale tra le varie strutture del campo, cercando in questo modo di rompere l'assedio. La risposta algerina non si è fatta attendere: quando il bus si è mosso dal campo verso la strada sterrata che taglia l'immensa distesa di sabbia che circonda gli impianti, si è levato un elicottero da combattimento che lo ha centrato con sventagliate di mitragliatrici. Contemporaneamente da terra è partito un primo attacco al compound che ha avuto come obiettivo gli alloggi dove era tenuta prigioniera la maggior parte degli ostaggi stranieri.

L'ESODO DEGLI OSTAGGI.
Mentre questo accadeva, molti degli ostaggi algerini, ma anche qualche straniero, approfittando del caos, sono scappati alla spicciolata, prima pochi, poi sempre di più. Una specie di esodo, secondo quanto riferito dall'esercito, che parla di 600 operai algerini liberati. Resta da chiarire se l'azione decisa dal governo di Algeri sia stata presa in modo autonomo, sebbene la legge non scritta della diplomazia imporrebbe che si avvertano i Paesi coinvolti, quelli di cui sono originari gli ostaggi. Ma dalle reazioni ufficiali - la chiara stizza del premier britannico Cameron, le forti preoccupazioni della Casa Bianca, i motivati timori di Hollande - questa comunicazione non sarebbe avvenuta o almeno non immediatamente.

venerdì, 18 gennaio 2013