18/11/2018

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E' morto Lucio Dalla, stroncato da un infarto

Il cantautore è morto per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. La sua ultima esibizione a Sanremo con il brano "Nanì".

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E' morto Lucio Dalla, stroncato da un infarto

Lucio Dalla

MONTREUX (SVIZZERA) - Il mondo della musica piange la morte di Lucio Dalla, uno dei più affermati cantautori italiani, con oltre 50 anni di attività artistica. Commosso il ricordo di amici e colleghi. Unanime il cordoglio del mondo politico e istituzionale.

IL MUSICISTA. Musicista di formazione jazz, Dalla si era riscoperto autore dei testi delle sue canzoni in una fase più matura della sua vita. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana.

DALLA A SANREMO. Lucio Dalla era nato a Bologna il 4 marzo del 1943. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana. Il cantautore era tornato quest'anno a solcare il palco dell’Ariston dopo 40 anni dalla sua ultima partecipazione. Al Festival di Sanremo si era presentato accompagnando al giovane cantautore Pierdavide Carone, con il quale aveva eseguito il brano Nanì, del quale è anche co-autore.

LA VITA. Bolognese, suo padre fu direttore in città del club di tiro a volo (sarà citato in "Come è profondo il mare": "Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani..."), sua madre, Iole Melotti (ritratta nella copertina dell'album "Cambio"), fu sarta casalinga, mentre suo zio Ariodante Dalla, fu noto cantante melodico popolare negli anni quaranta e cinquanta.

LUTTO PER LA CULTURA - La scomparsa di un personaggio come Dalla è un evento che va ben al di là dell'universo della canzone, è un lutto per la cultura italiana che perde un'intelligenza fuori dagli schemi, oltre che uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni. 50 anni di musica, canzoni e intuizioni geniali, una carriera iniziata a Bologna come enfant prodige del clarinetto che per il suo talento suscitava l'invidia del suo amico Pupi Avati, un talento che l'Italia scoprì nel 1971, grazie a 4/3/1943, un brano che avuto un'importanza fondamentale per cambiare le carte della canzone italiana. Dopo gli album capolavoro realizzati con il poeta Roberto Roversi (sono gli anni di Nuvolari), nel 1977 con Com'é profondo il mare arriva il successo da star, destinato a crescere con gli album Dalla e Lucio Dalla e canzoni come Futura, Cara, Anna e Marco. Nel frattempo insieme a Francesco de Gregori e Ron aveva condotto Banana Republic, il tour che per la prima volta ha portato i grandi della musica d'autore negli stadi. 30 anni dopo i due sono tornati in tour insieme, ma senza alcun atteggiamento nostalgico, un modo d'essere totalmente agli antipodi della personalità dell'artista bolognese, che è sempre stato un personaggio imprevedibile, dotato di un senso dell'umorismo surreale e di un particolarissimo gusto per la provocazione.E' stato autore di super hit come Attenti al lupo e di super classici come Caruso, regista di opere liriche, autore e protagonista di spettacoli tv, una sorta di nume tutelare della scena artistica bolognese, uno scopritore di talenti, un uomo animato dalla curiosità e dal gusto per le scoperta.

AMICO FOTOREPORTER: "IERI SERA MI HA CHIAMATO". "L'ho sentito ieri sera, è vivissimo". Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. "Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso" 

venerdì, 02 marzo 2012