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Balotelli: "Sono cresciuto, ripagherò Prandelli"
In vista degli Europei, "occasione della vita", l'azzurro promette disciplina al ct che gli ha dato fiducia e dice: "Sono stufo di sentirmi dire che devo crescere, se devo farlo è tatticamente e tecnicamente". "Io e Cassano? I più chiacchierati", sorride, e chiarisce: "Al Milan non adesso".

Mario Balotelli e Totò Di Natale
FIRENZE - "Sono stanco di sentirmi dire che devo crescere di testa; se devo farlo, è tatticamente e tecnicamente": così Mario Balotelli si presenta ai giornalisti nella conferenza stampa dal ritiro fiorentino in vista di quegli Europei 2012 che definisce "l'occasione della vita". Un piccolo show, il secondo nell'Aula Magna di Coverciano da quando il giovane attaccante veste la maglia italiana. "Prandelli come Mancini mi ha dato molta fiducia", dice del ct azzurro, "mi ha aspettato e non vedo l'ora di ripagarlo, non serve che sia lui a dirmi che non posso sbagliare, sono pronto e spero di fare meglio rispetto al City, le responsabilità non mi sono mai pesate, anzi, sono felice di averle".
"AL MILAN? NON ADESSO". Annuncia che agli Europei non lascerà "mai la squadra in dieci" e racconta della sua sintonia con Antonio Cassano, cui si accomuna non per bravura ma perché "siamo i più chiacchierati": "Quando stava male mi sono preoccupato tanto per lui ma gli ho sempre detto che ce l'avrebbe fatta, scherzando gli dicevo che se non fosse andato agli Europei sarei rimasto a casa pure io; Antonio è un fenomeno, giocare al suo fianco è facile". E all'ipotesi Milan per un duo Balotelli-Cassano in rossonero si irrigidisce: "Io al Milan? No, non adesso, non in questi anni; ho già detto che voglio rimanere a Manchester e lì resterò. E comunque ora mi interessa solo la Nazionale".
"IO, CASSANO E DI NATALE UN SOGNO". Della tanta concorrenza in Nazionale dice "meglio così, questo gruppo ha tanti giocatori forti, Di Natale mi piace moltissimo, se un giorno giocheremo insieme io, lui e Cassano sarò il primo a spostarmi, pur di giocare sono pronto a farlo ovunque". "Voglio aiutare tanto l'Italia", aggiunge, "e spero di dare agli Europei l'immagine di un giocatore che diverte e si diverte, oltreché di un giocatore e una squadra vincenti".
"TABLOID? SE DEL CITY MI LASCERANNO STARE". Scherza infine sul fatto che a Cracovia sarà in ritiro anche la nazionale inglese con un nutrito seguito di tabloid: "Se saranno tifosi del City mi lasceranno in pace". Poi si fa serio: "Il mio punto debole non esiste, quello forte è la mia famiglia; quando i giornali inglesi sono stati pesanti con me ho sofferto soprattutto per i miei genitori, non meritano di sentire e leggere certe cavolate e tante volte li ho chiamati per dirgli che non era vero niente".