11/12/2018

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Massimo Ciancimino: "Fu Mori a consigliare Amato a mio padre"

Così il figlio di "don" Vito durante l'audizione a Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulla tratattiva fra Stato e mafia. Nicolò Amato, ex direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, fu difensore di Ciancimino padre.

Massimo Ciancimino: "Fu Mori a consigliare Amato a mio padre"

Massimo Ciancimino

PALERMO - "La nomina dell'avvocato Nicolò Amato, come legale di mio padre, ci fu suggerita dal generale Mario Mori". Lo ha rivelato Massimo Ciancimino, superteste a Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta trattativa fra Stato e mafia durante l'epoca delle stragi.

IL LEGALE DI "DON" VITO. Amato si dimise dal Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) i primi di giugno. Fu lui a scrivere e inviare all'allora ministro della Giustizia Conso un documento in cui sollecitava la revoca del carcere duro ai detenuti per mafia. Proprio su questo punto oggi lo stesso Amato è stato sentito dai magistrati.

L'INDICAZIONE DI MORI. "In quel periodo mio padre era in carcere e il nome del legale da nominare lo fece Mori a me e all'avvocato Giorgio Ghiron", ha chiarito Ciancimino junior, che prima di entrare in Procura ha detto di essere "contento" che le sue dichiarazioni abbiano "smosso le acque torbide, anche a livello istituzionale, e che qualcuno cominci a parlare".

Il generale Mario Mori, ex comandante del Ros, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, insieme allo stesso Massimo Ciancimino.

LA DIFESA DI CUFFARO. Su Ciancimino e sulle vecchie testimonianze si sono espressi oggi i legali di Salvatore Cuffaro, l'ex presidente della Regione Sicilia imputato davanti al giudice per l'udienza preliminare per concorso in associazione mafiosa. L'avvocato di Cuffaro ha chiesto la "nullità" di alcune delle deposizioni rilasciate da Ciancimino in passato perché, sostiene, il teste è stato sentito come imputato di reato connesso "mentre doveva essere ascoltato dai pm come indagato per mafia". Ciancimino aveva parlato del famoso "pizzino" in cui si farebbe riferimento, secondo il testimone, al senatore Marcello Dell'Utri e al deputato dell'Udc Cuffaro per ottenere provvedimenti di clemenza per i mafiosi.

Il pubblico ministero si pronuncerà sulle richieste della difesa durante la prossima udienza del 2 dicembre.

giovedì, 18 novembre 2010